I bollettini medici sono molto critici. La vita di Nelson Mandela, il leader e simbolo della lotta contro l’apartheid in Sud Africa, è appesa a un filo. I medici stanno facendo di tutto, ma sembra sia subentrato ormai un sentimento di rassegnazione.
Mandela era stato ricoverato l’8 giugno in gravi condizioni di salute, per una grave infezione polmonare, sebbene non fosse in imminente pericolo di vita. Il giorno successivo, il tennista Rafael Nadal, colto in errore da una falsa notizia, dal suo profilo twitter aveva espresso il personale cordoglio per la sua scomparsa. In poco tempo la voce si era sparsa a macchia d’olio in tutto il mondo. Ma nelle ore successive fu chiarito tutto e lo stesso tennista rettificò il suo tweet, scusandosi per la gaffe e augurando a Mandela che di vivere ancora a lungo.
Nelle ultime ore però le condizioni del premio Nobel sudafricano si sono aggravate. Tra ieri e oggi sono state numerose le visite di parenti, amici e rappresentanti delle istituzioni, per quello che sembra essere l’ultima occasione di rivederlo ancora vivo.
Marcello Greco





