Nuova vita e nuova valorizzazione per due storiche costruzioni salentine, l’ex Convitto Palmieri di Lecce e l’Abbazia di Cerrate, situata sulla Squinzano-Casalabate. La Giunta provinciale ha infatti approvato ieri i progetti definitivi di restauro delle due strutture, per una spesa totale di 12.500.000 euro; i due progetti concorrono per esser inseriti nella programmazione regionale ed essere finanziati con i fondi del POIn - Attrattori culturali della Regione Puglia.
Ammonta a circa 8 milioni di euro l’impegno economico per l’ex Convitto Palmieri che nelle intenzioni della Provincia dovrebbe diventare un importante centro culturale, come confermano il presidente Antonio Gabellone e la sua vice Simona Manca:
Candidiamo l’ex Convitto Palmieri, immobile di altissimo pregio architettonico, a divenire una sorta di cittadella della cultura, che sarebbe l’unico polo culturale di quelle dimensioni da Roma in giù. Un centro culturale aperto e di scambio, sulla scia dell’esperienza di Sala Borse di Bologna, dove il cittadino può leggere un libro, ascoltare musica, vedere un film, chiedere un’informazione. Si partirà dall’esistente già in precedenza recuperato e funzionale, cioè dalla Biblioteca “Bernardini” e da San Francesco della Scarpa, più i locali al piano terra dell’ex Scarambone, parte dello stesso complesso edilizio, dove i lavori sono attualmente in corso di realizzazione, per offrire al capoluogo e al territorio salentino un polo culturale. Il progetto prevede, tra l’altro, un ristorante, necessario anche per la sostenibilità del progetto, corsi di formazione e laboratori di musica, di teatro, di arte e anche di enogastronomia.
“Un polmone culturale del sud” come lo definiscono ambiziosamente i due amministratori, una grande luogo di incontro e di animazione urbana, in cui un ruolo di primissimo piano verrà ricoperto dalla Biblioteca “Bernardini”, un nuovo punto di riferimento culturale e sociale per tutto il meridione.
Da tempo nelle mire dell’Amministrazione provinciale per la sua valenza strategica, l’Abbazia di Cerrate era già stata assegnata al Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano – in merito ai servizi di gestione del complesso architettonico. Ed è stato proprio il Fai a predisporre la progettazione dei lavori di restauro e valorizzazione dell’abbazia per un importo totale 4.500.000 euro, che serviranno a fare dell’immobile un altro importante centro culturale.
Oltre ad avere un valore inestimabile di per sé –spiegano Antonio Gabellone e Simona Manca- Cerrate rappresenta una parte fondamentale delle radici e dell’identità storica di tutto il Salento. Ecco perché ci siamo impegnati a lungo e con costanza per arrivare a farlo diventare un sito culturale vivo.
Due importanti progetti che riflettono quella parte della programmazione provinciale che, nelle parole di Gabellone e Manca, vuole favorire e sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dell’intero territorio, trasformando i suoi beni monumentali in impresa culturale e fare delle due celebri strutture salentine un punto di passaggio ‘obbligato’ per coloro che vorranno conoscere la nostra terra.
Alessandro Chizzini






