Trovata la porta dell’inferno, si trova a Hierapolis in Turchia.
A contribuire sostanzialmente alla scoperta è l’Università del Salento, con la spedizione guidata da Francesco D’Andria che ha indetto una conferenza stampa ad Istanbul la scorsa metà di marzo, durante il convegno sugli scavi archeologici italiani in Turchia, promosso dall’ambasciatore ad Ankara Giampaolo Scarante e organizzato dalla direttrice del’Istituto Italiano di cultura Maria Luisa Scolari.
E’ la porta infernale della mitologia classica, il Cancello di Plutone.
Si trova nella cittadina della Frigia ed è costituita da una grotta da cui secondo Strabone, il geografo greco del passato, fuoriusciva un gas tossico tanto denso da non far vedere il suolo ed in concentrazione tale da far morire gli animali malcapitati in pochi istanti. Di essa parlò anche Cicerone ed attirava personalità politiche e militari del passato imperiale romano e seguendo i racconti del passato è stato possibile individuare la zona in cui cercare il Plutonium.
L’ipotesi per nulla fantasiosa è stata appurata dagli archeologi del gruppo guidato da Francesco D’Andria, dell’Università del Salento, in spedizione nella zona che hanno assistito alla morte di piccoli volatili avvicinatisi toppo alla zona. Tra le altre cose gli archeologi hanno scoperto i resti di un tempio e una serie di gradini sopra la grotta.
Hierapolis è una città ellenistico-romana della Frigia, molto famosa e Patrimonio UNESCO dell’Umanità culturale e naturalistico, in grado di attirare quasi 2 milioni di visitatori l’anno. Dominava la valle del fiume Lykos sulla strada che collegava l’Anatolia al mar Mediterraneo.
Le rovine si trovano nella odierna località di Pamukkale, situata nella provincia di Denizli in Turchia, e famosa per le sue sorgenti calde sia nel passato che oggi, le quali formano concrezioni calcaree e movimentano il turismo termale; il patrimonio architettonico della città antica è costituito da un teatro romano, una necropoli e il martyrion dell’apostolo Filippo, il cui complesso occupa per intero la collina che sovrasta la città.
La campagna di scavi è partita nel 1957 con Paolo Verzone, del Policlinico di Torino, di cui D’Andria oggi è il successore. In virtù dei successi archeologici italo-turchi, sei alberghi termali che si trovavano sul sito archeologico sono stati smantellati e spostati altrove.
Entro settembre verranno presentate le ricostruzioni del gruppo di D’Andria, sia quella virtuale del Ploutonion, che quella reale della facciata del Palcoscenico del Teatro, ricollocando le otto colonne bizantine trovate a terra; a seguire, si concentreranno sulla Porta dell’inferno, ancora attiva con i suoi gas tossici.





