E’ costata cara a molti automobilisti la tappa di Castrignano de’ Greci del festival itinerante de La Notte della Taranta 2014. Ma i divieti non sembrano regolari.
Foto 1: Paradosso, divieto di fermata sotto al segnale di sosta riservata. NB: Il divieto è privo di rifrangenza.
Forse non era quello che si aspettavano di trovare molti automobilisti che ieri sera si sono recati a Castrignano de’ Greci per assistere al concerto di Enzo Avitabile e Ariacorte, protagonisti della seconda tappa del festival itinerante de La Notte della Taranta 2014.
Si sa che nel Salento il servizio di trasporto pubblico è praticamente inesistente, per cui l’unico modi di spostarsi è attraverso i mezzi propri. Giunti nel Comune griko, gli automobilisti si sono imbattuti in strade chiuse al traffico o interdette alla sosta, senza nessuna area adibita al parcheggio e multe a raffica ai danni di utenti probabilmente ignari del divieto vigente, esposto con dei segnali volanti che non sembrano affatto soddisfare i requisiti di legge.
Può considerarsi idonea la segnaletica che consiste in un cartello in formato A3 legato a pali o grondaie attraverso del nastro adesivo, dove non si evince un punto di inizio né di fine della prescrizione?
Il codice della strada e il suo regolamento d’attuazione (DPR n. 495/92), stabiliscono dei requisiti necessari che i segnali stradali devono avere ai fini della loro validità.
Innanzitutto, In base all’articolo 79 del regolamento, i segnali che prescrivono un obblighi o divieti valevoli anche nelle ore notturne, “devono essere rifrangenti in modo che appaiano di notte con le stesse forme, colori e simboli con cui appaiono di giorno” e “devono essere realizzati in modo da consentire il loro avvistamento su ogni tipo di viabilità ed in qualsiasi condizione di esposizione e di illuminazione ambientale”.
Si può notare nella foto 1 come il segnale regolare (quello del parcheggio riservato) reagisca al flash della fotocamera illuminandosi per intero, mentre il segnale provvisorio posto al di sotto non è evidentemente dotato della caratteristiche di rifrangenza volute dalla legge e non soddisfa i requisiti di luminosità prescritti. Difficile mentre si è alla guida di un mezzo riuscire a notare un piccolo cartello che non si illumina nemmeno con un flash di una macchina fotografica reflex sparato a distanza ravvicinata.
I segnali devono anche osservare misure e proporzioni precise. In particolare è l’articolo 80 del regolamento ad occuparsi di questo aspetto. Il diametro di un segnale di divieto del formato piccolo è pari a 40 centimetri, circa 4 volte più grande rispetto al diametro dei divieto quelli apposti ieri dall’Amministrazione comunale.
E’ pure vero che il regolamento contempla la possibilità dell’impiego di segnali aventi dimensioni diverse “solo per situazioni stradali o di traffico eccezionali temporanee”. Tuttavia, anche ricorrendo queste ipotesi, le dimensioni della segnaletica appaiono fin troppo ridotte rispetto al formato tipo prescritto per legge e comunque vige sempre quel principio in base al quale le dimensioni devono comunque essere tali da essere visibili agli utenti della strada.
In terzo luogo, secondo quanto stabilisce l’articolo 82 del regolamento, i sostegni ed i supporti dei segnali stradali devono essere tali da garantire la stabilità del segnale in condizione di sollecitazioni derivanti da fattori ambientali. Anche a voler considerare la temporaneità della prescrizione, se basta una folata di evento o l’urto anche involontario di un passante per cambiare l’orientamento dell’indicazione o per buttarlo giù, è evidente che la segnaletica non può considerarsi valida.
Inoltre i segnali non riportavano un punto di inizio e un punto di fine. Secondo il codice della strada una prescrizione ha validità a partire dal punto in cui è apposto il segnale e termina, se non rinnovato, al primo incrocio successivo al segnale stesso. Ma ci sono state auto multate nonostante fossero parcheggiate prima del segnale.
Dulcis in fundo, il paradosso di un divieto di fermata posto sotto al segnale di parcheggio riservato ai portatori di handicap, mentre dall’altro lato della strada la sosta era consentita a chiunque.
A voler approfondire ulteriormente potrebbero venir fuori degli ulteriori dubbi di legittimità della segnaletica, anche legata ai cromatismi, ai colore della parte posteriore del segnale, alla distanza minima di avvistamento, ecc… ma qui ci limitiamo all’aspetto più sostanziale della vicenda, quello che ha portato decine e decine di automobilisti ad essere multati senza che magari nemmeno si accorgessero di aver parcheggiato in sosta vietata.
Il cittadino deve essere messo in condizioni di conoscere gli obblighi e i divieti vigenti e di poter prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Probabilmente, gli automobilisti incappati in una multa spiccata a causa di questi divieti temporanei, avrebbero diversi argomenti per proporre ricorso presso il Prefetto o presso il Giudice di pace.
Marcello Greco





un gran lavoro, penso affidato agli ausiliari del traffico che nel salento abbondano.Quando si organizzano concerti di certe dimensioni è opportuno verificare tra i vari enti preposti alla disponibilità di accoglienza del posto. Segnalettiche messe a caso non fanno altro che screditare l’immagine delle amministrazioni a cui probabilmente non gliene frega niente dell’ordine pubblico , del decoro del paese e della sicurezza delle persone.