Adesso il futuro prenderà le forme di un grosso e nero punto di domanda. Il gol di Kabine al 29° minuto del secondo tempo infrange le speranze giallorosse di tornare nel calcio che conta e allunga ombre sulla prossima stagione.
Il Lecce fallisce quindi il suo obiettivo, quella promozione in serie B che ad inizio campionato sembrava, se non proprio una formalità, un traguardo ampiamente alla sua portata. Lo diceva soprattutto l’evidente maggior tasso tecnico dei giallorossi rispetto alle altre rivali e una squadra costruita proprio per centrare immediatamente l’accesso alla categoria superiore.
La compagine salentina ha invece prima fallito l’obiettivo durante la stagione regolare, all’ultima giornata, e poi si è nuovamente arresa ai playoff. Onore invece al Carpi che con pieno merito ha centrato per la prima volta nella sua storia il traguardo della serie B, già fallito lo scorso anno in finale contro la Pro Vercelli. La doppia sfida tra salentini e modenesi non ha rispecchiato i dieci punti di differenza che hanno diviso le due squadre al termine del campionato.
Formazione quasi obbligata per Gustinetti che deve fare i conti con un’infermeria colma: Benassi; Diniz, Tomi, Ferrario, Vanin; De Rose, Giacomazzi, Bogliacino; Falco, Foti, Chiricò.
Il Carpi scende invece in campo con questi undici: Sportiello; Letizia, Sperotto, Papini, Poli; Gagliolo, Di Gaudio, Bianco, Della Rocca; Concas, Pasciuti.
Prima dell’inizio della gara si è osservato un minuto di silenzio in memoria dell’ex presidente giallorosso Giuseppe Bizzarro.
Eppure, davanti a oltre 12mila spettatori, il Lecce inizia nel migliore dei modi la partita, portandosi in vantaggio già al secondo minuto con una bordata di Bogliacino da circa trenta metri. Il gol-lampo galvanizza i giallorossi che macinano gioco e controllano ogni zona del campo. È però solo un fuoco di paglia che comincia a spegnersi già al 15°, quando una conclusione di Pasciuti viene respinta dal palo. Il Lecce continua però a presentarsi dalle parti di Sportiello, ma senza preoccupazioni per il portiere emiliano: Foti prima arriva scoordinato sul cross di Chiricò e poi si fa anticipare da Gagliolo davanti a Sportiello; al 28° ci prova ancora Bogliacino dalla distanza, ma il tiro si spegne ampiamente a lato. La gara ritorna in equilibrio sotto l’aspetto del gioco e il Lecce rischia solo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con un colpo di testa di Poli che termina di poco fuori. È l’ultima occasione della prima frazione di gioco.
Il secondo tempo comincia con una debole occasione per parte: un colpo di testa di Della Rocca, bloccato facilmente da Benassi, e un calcio di punizione di Chiricò. Al 10° il giovane attaccante giallorosso ha però una palla invitante, ma il suo tiro termina abbondantemente sopra la traversa. Dopo una punizione di Pasciuti terminata fuori, il Carpi si avvicina al pareggio con un tocco di Papini non lontano dalla porta. Si fa vedere ancora Chiricò tra il 21° e il 24°, ma non è giornata per l’attaccante brindisino che prima spara per l’ennesima volta alto e poi viene anticipato al momento della conclusione. Il colpo del ko arriva al 29°, ancora ad opera di Kabine (subentrato al 19° a Pasciuti), che aveva già punito i salentini nella partita di andata. E ancora questa volta, il marocchino decide la partita con un calcio di punizione: la conclusione è forte, la barriera si apre colpevolmente e Benassi può solo guardare la palla gonfiare la rete e i sogni della serie B svanire.
Il Lecce non reagisce e rischia addirittura il raddoppio in più occasioni e Benassi e Ferrario hanno il loro da fare per fermare gli assalti di Potenza e di Kabine. Il Carpi si difende bene negli ultimi minuti e nemmeno l’ingresso di Chevanton, in campo con un braccio fuori uso, riesce a dare la carica alla formazione giallorossa.
Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio finale del direttore di gara Ghersini di Genova condanna i giallorossi ad una nuova stagione in Lega Pro e con delle ombre sul futuro della società. La rosa ampiamente rimaneggiata può forse apparire un buon alibi per giustificare la prestazione di ieri, ma non il resto della stagione che ha visto il Lecce disporre di un organico altamente competitivo fino all’incontro disputato al “Cabassi”. Il Carpi si conferma bestia nera del Lecce e accede con merito in serie B, scrivendo la pagina più importante della sua storia calcistica.
Come si dice, però, non c’è fine al peggio e quindi ecco che dopo il fischio finale un gruppo di “tifosi” invadono il campo, danneggiano vetrate e panchine e tentano di seguire i calciatori nei sotterranei che conducono agli spogliatoi.
Un pessimo finale di stagione per la squadra giallorossa, ma soprattutto una pessima e vergognosa immagine per la città e per tutto il Salento.
Alessandro Chizzini




