A Lecce esplode la Chevanton-Mania

chevanton mania

Dopo una stagione ricca di alti e bassi, è ormai vicino il verdetto di fine stagione per i giallorossi che, se supereranno il Carpi nelle finali dei playoff di Lega Pro, saranno promossi in serie B.

Uno degli eroe della scalata finale del Lecce verso l’ambito traguardo è Ernesto Chevanton, uno che il Lecce lo ha sempre amato. Un amore che lo ha portato a mettere da parte soldi ed orgoglio per il suo Salento, un territorio che lo ha premiato, attraverso il presidente Tesoro, con un contratto a tempo indeterminato (il primo nella storia del calcio), che lui ha prontamente accettato, dopo essere stato scaricato poco meno di due anni fa dalla precedente dirigenza che, nonostante le decise proteste dei tifosi salentini, decise di non rinnovare il contratto all’uruguaiano.

Oggi “Cheva”, come lo chiamano affettivamente i leccesi, è alla terza esperienza in giallorosso e, nonostante l’età e numerosi acciacchi, si è sempre dimostrato decisivo quando chiamato in causa, con prestazioni eccezionali e goal importantissimi. E si è confermato simbolo e trascinatore anche nell’ultima gara disputata dal suo Lecce, la semifinale contro la Virtus Entella, in cui Chevanton è stato autore di un goal e di un assist, oltre che di una prestazione strepitosa che gli è valsa una standing ovation al momento della sua sostituzione.

In questi giorni a Lecce impazzano magliette e bandiere riportanti lo sfottò che i tifosi del Genoa riservarono ai rivali della Sampdoria qualche anno fa, quando i blucerchiati furono condannati alla retrocessione in serie B grazie ad un super goal dell’uruguaiano contro il Napoli.

Quel “din-on, din-don” è diventato un po’ un inno per tutti i tifosi del Lecce, che inneggiano al loro campione, ringraziandolo del suo attaccamento alla maglia e ai colori giallorossi con manifesti, striscioni e gadget di vario tipo, riportanti una caricatura del giocatore. E chissà che Cheva non decida di ricambiare l’affetto dei suoi tifosi con qualche altro goal contro il Carpi!

Ruggero Riso

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