Nell’attesa che si concluda la prima giornata del campionato di Serie A 2013/2014, con la Fiorentina impegnata oggi contro il Catania, in molti cominciano già a dare le prime valutazioni sulle prestazioni di squadre e calciatori. Si cominciano già a studiare strategie di mercato e tattiche che permetteranno a tutti gli amanti del gioco di costruire la propria squadra di Fantacalcio che, tra successi e delusioni, accompagnerà per l’intera stagione calcistica i partecipanti ai vari tornei, amatoriali e non.
Tanti weekend a studiare probabili formazioni, infortuni, e tattiche, ma prima di arrivare a ciò, c’è bisogno di prepararsi ad affrontare le insidie del Fantacalcio forgiando una squadra all’altezza. La prima cosa da fare è scegliere il nome per la propria squadra; c’è chi non brilla in originalità, e chiama il suo team con i nomi già utilizzati dalle squadre di Serie A, e c’è chi sceglie invece l’ironia: si sprecano i tanti nomi come “Atletico ma non troppo” o “A.S. Cemi”, che i veterani del gioco spesso continuano ad utilizzare con il passare degli anni.
Dopo il nome della squadra è bene trovare anche i nomi dei giocatori che la compongono. E qui non si tratta più di scegliere, anzi. È uno degli elementi più importanti delle “Leghe Fantacalcistiche”, ciò che deciderà le sorti dell’intero campionato: l’asta iniziale.
Come molti ben sanno, durante l’asta non si scherza. In molti hanno già in testa, se non addirittura segnati sul taccuino, i nomi dei calciatori da puntare che, se voluti da altri fantallenatori, scatenano aste senza esclusione di colpi che sembrano non terminare mai quando si arriva a nomi come “Balotelli”, “Hamsik” o “Vidal”, e che potrebbero anche condurre a piccole risse e liti, una volta che il calciatore in questione viene acquistato da qualcuno.
Non sempre, o meglio, quasi mai, a vincere il fantacalcio è colui che acquista quelli che, a prima vista, sembrerebbero i migliori calciatori. Capita spesso invece che lo “sfigato” di turno, quello cioè che dopo l’asta viene etichettato da tutti come sicuro perdente a causa dei suoi acquisti apparentemente di basso profilo e che in realtà si rivela la rivelazione del torneo, andando a vincere la competizione, alla faccia di chi investe mezzo patrimonio per i suoi campionissimi che, puntualmente, deluderanno le aspettative con prestazioni non sufficienti e continui flop; situazioni che costringeranno il loro possessore a sostituirli appena possibile, creando una minusvalenza consistente e lo sbeffeggio da parte di tutti gli altri giocatori.
Per molti internet è la risorsa da utilizzare per conoscere al meglio e provare ad assicurarsi i calciatori più promettenti a prezzo di saldo, investendo poi un po’ di più su quelli più conosciuti. Ma non tutti i giocatori di Fantacalcio sono uguali: c’è chi crede nella propria squadra del cuore e acquista molti calciatori di essa, chi risparmia su portieri, difensori e centrocampisti, regalandosi un attacco da urlo e chi invece, al contrario, spende tutto all’inizio, ritrovandosi poi con calciatori di Hellas Verona e Sassuolo in attacco, con tutto il rispetto per le due società neopromosse.
Oltre a tattiche e strategie varie, però, è ovvio che per trionfare in una stagione di fantacalcio serva ben altro. C’è un elemento fondamentale che contraddistingue i vincitori di qualsiasi “lega fantacalcistica” e, dopo accurati studi, vogliamo rivelare a tutti voi che ci leggete con passione il segreto del successo di questo amatissimo gioco: il fattore “C”!
Ruggero Riso





