Sulla Tap interviene Piero Grasso: «I cittadini devono essere coinvolti nei processi decisionali».

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Dopo essere stato criticato per essere poco interventista, accusato di volersi tenere al di fuori delle polemiche, anziché intervenire, soprattutto in virtù della prestigiosa carica ricoperta, l’attuale Presidente del Senato, Piero Grasso, interviene in maniera decisa sulle grandi opere e i conflitti che le accompagnano.
La Tav in Val di Susa, la Tap a San Foca (Comune di Melendugno), il Muos, hanno molti elementi in comune. Sono delle opere faraoniche che hanno un impatto importante a livello territoriale, sociale e probabilmente anche econonico e per questo hanno generato forti conflitti tra la politica e i soggetti interessati alla realizzazione delle opere, da un lato, e le popolazioni locali dall’altro.

Piero Grasso, intervenuto come ospite ad Erice, in provincia di Trapani, in apertura della 46esima sessione dei seminari internazionali sulle emergenze planetarie, sul tema La grande alleanza fra politica e scienza, non usa mezzi termini: «Scienza e politica devono abituarsi a coinvolgere i cittadini nei processi di decisione e di attuazione di qualsiasi applicazione tecnologica. Oggi non si può più ritenere di realizzare una grande opera infrastrutturale, frutto di applicazione scientifico - tecnologica, senza prima valutarne insieme a tutte le componenti interessate, l’impatto ambientale e sociale, anche per evitare situazioni di conflitto, a volte lungo anni, con ripercussioni sotto il profilo dell’ordine pubblico. Forse era possibile arrivare a soluzioni diverse con un approccio diverso». E aggiunge: «Una scienza trasparente è al servizio di una decisione libera. Questa è la sfida che siamo chiamati ad affrontare».

Grande soddisfazione per le parole di Grasso è stata espressa dal Comitato No Tap: «Queste parole ci confortano e ci spingono a continuare la battaglia verso un’opera inutile e mal progettata ma apre forti dubbi sul comportamento della provincia e della regione che tirate in ballo dai responsabili Tap non hanno ancora smentito le accuse ufficiali di accordi precedenti alla presentazione dei tracciati».
Gli attivisti invitano inoltre spronano i rappresentati delle istituzioni locali e territoriali a prendere una posizione chiara: «Se la seconda carica dello Stato ha sentito la necessità di difendere i cittadini interessati da queste opere perché il presidente Vendola non si esprime trincerandosi dietro un assordante silenzio? Qual è il parere della provincia dopo numerosi incontri in commissione ambiente? Dov’è la politica locale? Ricordiamo che Tap non ha ancora presentato il secondo progetto al Ministero per ottenere la Via è quindi questo il momento giusto per fermare quest’opera nel suo iter autorizzativo».

Marcello Greco

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