Nuove beghe per la TAP. Si allarga il fronte del no

Immagine Nuove beghe per la TAP. Si allarga il fronte del no

Il percorso del gasdotto progettato dalla Tap

Continuano le beghe per la Tap.

Si palesa l’ipotesi di reato a carico della Trans Adriatic Pipeline, per la precisione danneggiamento, è il reato ipotizzato dal sostituto procuratore Antonio Negro nell’inchiesta a carico di ignoti, aperta dalla Procura di Lecce.

Tutto è iniziato per far luce sulle prospezioni sottomarine tenute a largo di Melendugno.

Il 24 gennaio del 2012, quando è stato avviato un sondaggio marino vicino alla costa nei pressi di San Foca, l’evento è stati spunto per la creazione di un movimento spontaneo e la creazione di un gruppo Facebook e di raccolte firme per la sensibilizzazione, sit-in e manifestazioni ed azioni politiche.

Lo scopo delle prospezioni è raccogliere campioni dal fondale marino lungo il percorso del gasdotto che prevede di portare il gas dal Mar Caspio sino all’Italia Meridionale, in un’area protetta.

Altre nuove segnalazioni provengono dai locali pescatori e su richiesta del Noe- Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri- dovrebbero partire le indagini di una squadra di sommozzatori della Capitaneria di Porto di Otranto per verificare eventuali mutamenti sui fondali.

Intanto Arpa Puglia ha già rilevato difformità nel rilevamento dei campioni della Saipem-TAP, definendoli “non accettabili”. Infatti il prelievo dei campioni, per decreto ministeriale del 24 gennaio 1996 sarebbe dovuto essere coordinato da un tecnico Arpa ed invece non è stato così.

Nel frattempo gli operatori turistici e i ristoratori di San Foca e Melendugno hanno avviato una raccolta firme ed inviato un comunicato per la sensibilizzazione e chiarire definitivamente la propria contrarietà alla TAP.

Nel comunicato si legge l’appoggio ai comitati No Tap e No Tap Salento e delle delibere contrarie al gasdotto Tap, adottate dai Comuni di Melendugno, Vernole, Caprarica e Castrì ed al parere negativo espresso dal Comitato Via e dalla Giunta regionale, chiamando in causa anche il neo ministro alla Cultura e Turismo, il leccese Massimo Bray.

Jenny De Cicco

 

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