L’omofobia diventa divieto, la storica svolta a Cuba

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Vietato essere omofobi. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal Partito Comunista Cubano ai suoi militanti, invitati a combattere ogni tipo di atteggiamento discriminatorio verso gli omosessuali.

Scelta storica quella presa dai vertici del partito di estrema sinistra dell’ isola di Cuba, dove in passato l’omosessualità era stata dichiarata addirittura illegale, a seguito della rivoluzione del 1959. Una grande presa di posizione a difesa dei diritti degli omosessuali è stata presa da Mariela Castro, figlia di Raul e nipote del compianto Fidel Castro, ex presidente e protagonista in prima persona della rivoluzione cubana. Mariela, che dirige il “Centro nazionale di educazione sessuale”, è sempre stata molto attiva nella sua campagna di sensibilizzazione verso la popolazione cubana sulle tematiche quali la parità di diritti tra le diverse categorie sessuali.

L’emendamento del PCC è molto chiaro e diretto. In questo documento si dichiara inoltre che nessun militante comunista potrà essere razzista, maschilista o intollerante verso i soggetti religiosi o quelli provenienti dalle zone più povere del Paese.

Ruggero Riso

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