Celle sovraffollate, giudice ordina trasferimento di un detenuto. Sentenza storica.

Immagine Celle sovraffollate, giudice ordina trasferimento di un detenuto. Sentenza storica.

Era costretto a dividere la cella destinata ad una sola persona con due altri detenuti. Così un 64enne, detenuto nel carcere di Borgo San Nicola, nella periferia di Lecce, ha presentato un ricorso, assistito dall’avvocato Alessandro Stomeo, chiedendo il suo trasferimento in una cella che rispettasse i requisiti minimi stabiliti dal decreto ministeriale del 5 luglio 1975, che impone una misura minima di 14 metri quadrati per ogni detenuto.
Il detenuto invece era costretto a condividere uno spazio di 11,5 metri quadrati con altri due detenuti.

Chiamata a decidere sul ricorso, il giudice Maria Gustapane del Tribunale di sorveglianza di Lecce, ha emesso una sentenza storica, che segna un importante precedente, ordinando con effetto immediato il trasferimento del detenuto in una cella adeguata, conforme a quanto prescritto dal decreto ministeriale del ’75.
Il giudice si è limitato ad applicare il regolamento e a dare attuazione all’articolo 27 della Costituzione, che così recita: «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».
Costringere una persona, sia pur condannata, a trascorrere le giornate chiusi in uno spazio di poco più di 3 metri quadrati a testa, non va certamente in questa direzione.

Fino ad ora la tendenza è stata quella di venire incontro alle esigenze organizzative degli istituti penitenziari. Troppi carcerati, spazio insufficiente. Quindi ad essere sacrificati sono stati i diritti dei detenuti.
Ora invece si aprono nuovi scenari. Come spesso accade è la magistratura a dover sopperire alle mancanze della politica. C’è da aspettarsi che altri detenuti seguano l’esempio del 64enne di Lizzanello, non solo a Lecce, ma anche in altri parti d’Italia.
E sarà più che mai urgente sia per i singoli istituti penitenziari, che per Governo e Parlamento, adottare dei provvedimenti e normative risolvere l’annosa questione del sovraffollamento delle carceri, su cui finora si è tergiversato, spesso per motivi ideologici o elettorali. Oppure è stata utilizzata in maniera strumentale dai partiti per ottenere un colpo di spugna a favore di qualcuno. Ma ora non è più tempo di rinvii.

Marcello Greco

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