Tarantula, il significato dimenticato della Taranta in un documentario bolognese del 1962

tarantula mingozzi

La voce stridula di una contadina che intona un canto popolare accompagnata dal ritmo di un tamburello, vecchie immagini in bianco e nero e un uomo che narra: “Questa è la terra di Puglia e del Salento, spaccata dal sole e dalla solitudine, dove l’uomo cammina sui lentishi e sulla creta. Scricchiola e si corrode ogni pietra da secoli…”. Ecco come vedeva il Salento Salvatore Quasimodo nel 1962, quando scrisse il commento per il primo documentario sul tarantismo, Tarantula http://www.youtube.com/watch?v=wmbXOdI1yhE, girato da documentarista bolognese Gianfranco Mingozzi, che negli anni ‘50 e ’60 ha viaggiato molto nel Salento. Accanto a questo importante nome (Mingozzi è stato anche aiutante regista di Federico Fellini), compaiono quelli dell’etnologo ed etnomusicologo calabrese Diego Carpitella, che ha registrato le musiche originali, del fotografo Ugo Piccone e dello studioso napoletano Ernesto de Martino, oltre a quello del grande poeta Salvatore Quasimodo.

Questo vecchio documentario porta alla luce il vero e profondo significato della pizzica, un rito legato al morso di questo ragno, lontano dal vero e proprio concetto di musica il cui fine è il piacere, il diletto: “È terra di veleni animali e vegetali – recitava Quasimodo - qui cresce nella natura il ragno della follia e dell’assenza, si insinua nel sangue di corpi delicati che conoscono solo il lavoro arido della terra, distruttore della minima pace del giorno. Qui cresce tra le spighe di grano e le foglie del tabacco la superstizione, il terrore, l’ansia di una stregoneria possibile, domestica”.

La pizzica è la cura di un male, quello della noia, il primo sintomo del veleno della tarantola. È una lotta contro il ragno, accompagnata da tre strumenti, violino, fisarmonica e tamburello, suonati da gente comune, un barbiere, un contadino.

Le immagini in bianco e nero del documentario sono molto suggestive tanto che Quasimodo vedeva solo tre colori nella terra del Salento, bianco, nero e ruggine. Le urla e la follia sono impressionanti e rendono bene l’originario significato della pizzica. Viene spontaneo chiedersi in quanti sono oggi a conoscerlo.

Finiva il tempo del raccolto e le tarante scomparivano, allo stesso modo in cui si conclude l’estate e scompaiono i concerti di pizzica dalle piazze del Salento.

Luana Campa

2 risposte a Tarantula, il significato dimenticato della Taranta in un documentario bolognese del 1962

  1. Giancarlo scrive:

    Già il titolo denota ignoranza, l’articolo di per sè dice poco… E’ solo uno dei significati la pizzica è un fenomeno vasto. grazie

    • amministrazione scrive:

      Infatti l’articolo si riferiva a uno dei significati della Taranta (non tanto della pizzica), semplicemente quello più dimenticato soprattutto dai giovani, non era uno studio sui vari significati della Taranta, e soprattutto l’articolo punta a ricordare che il fenomeno veniva studiato già nel 1962 da personaggi illustri come Quasimodo.

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