Ieri il concerto finale della Notte della Taranta, “Notte di un Sud Ribelle”

IMG_1507

All’ora del tramonto la gente posteggia l’auto nella periferia e si sposta a piedi per alcune centinaia di metri, dirigendosi verso Piazza San Giorgio, nel centro di Melpignano. Qui c’è il palco che di lì a poco ospiterà Max Gazzè, Niccolò Fabi ed Emma Marrone, i tre grandi ospiti dell’edizione 2013 della Notte della Taranta. Lo spazio antistante pian piano comincia ad affollarsi. Dietro le quinte giornalisti di decine di testate sono in fermento, in un angolo la postazione del canale Cielo, in un’altra Rainews 24 mentre il giornalista Rai Attilio Romita parla sorridente al suo cellulare ripetendo di essere “un po’ tarantolato”.

Alle 19,30 salgono sul palco i Menamenamò, che cominciano a scaldare l’atmosfera aprendo la prima parte del concerto. Sono le 20 e l’aria si fa sempre più festosa quando è la volta del Canzoniere Grecanico Salentino, tra i progetti che hanno contribuito a portare la pizzica “indiavolata” in giro per il mondo.

La folla è sempre più numerosa, alle 20,30 c’è già chi parla di più di 150 mila persone.

Mezz’ora dopo Eugenio Bennato porta sul palco i ritmi, un po’ personalizzati, della tammurriata napoletana. Mentre esegue “Notte del Sud Ribelle”, un brano scritto quattro giorni fa in onore della manifestazione, Rainews24 intervista Niccolò Fabi e Max Gazzè. Alle 22 c’è un cambio di palco e nell’attesa che salgano i tre big di questa edizione, Cielo intervista il maestro concertatore Giovanni Sollima, ispirato da una pizzica che “non deve mai finire”.

L’intervallo è lungo, più di mezz’ora dopo il pubblico è rivolto verso il palco deserto sperando che accada presto qualcosa. Fischi, urla e i tamburelli della gente accompagnano l’attesa. Alle 22,50 il violoncello di Sollima rompe il silenzio del palcoscenico, entra in scena l’Orchestra della Notte della Taranta. Alessia Tondo, Antonio Amato, Enza Pagliara sono alcuni dei simboli della manifestazione.

Il palco vibra di adrenalina pura, alle 23 la folla non si conta più neanche nel reparto riservato alla stampa e agli ospiti. Con “Quannu te llai la faccia la matina” esordisce un Niccolò Fabi che non sembra avere alcun problema con il dialetto del pezzo e non lesinerà di danzare a ritmo di pizzica insieme alle ballerine. Intorno a mezzanotte e tre quarti mentre sul palco c’è Max Gazzè, acclamatissimo dal pubblico nonostante le difficoltà con il grico, intervistata da Cielo Emma afferma di sentirsi parte del pubblico perché per anni è stata “dall’altra parte”.

Circa venti minuti dopo la cantante sale sul palco e con tutta la grinta salentina e la sua straordinaria presenza scenica canta Lu Rusciu De Lu Mare, scatenando l’esaltazione del pubblico soprattutto quando si getta per terra emulando l’epilogo di un lungo ed estenuante ballo delle tarantolate.

E dopo un lunghissimo spettacolo all’una e un quarto circa si conclude il concertone, un successone anche quest’anno per una manifestazione che mostra per qualche ora un Sud diverso, che si alza e lotta, un Sud Ribelle, come lo ha definito Eugenio Bennato.

Luana Campa

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>