E’ stato pubblicato oggi, il consueto rapporto realizzato dall’osservatorio prezzi e tariffe di “Cittadinanzattiva” sui costi del bene più prezioso in assoluto, l’acqua.
Dai dati raccolti si evince un netto rincaro in molti capoluoghi di provincia del belpaese; a Benevento si registra un aumento del 100% mentre in altre località come Reggio Calabria, le bollette sono più care addirittura del 164,5% e, a Lecco, del 126%. In altre 35 città gli incrementi hanno superato il 40%.
Gli aumenti colpiscono maggiormente il centro-italia, il 47% in più rispetto al 2007 mentre al nord i rincari sono del 32,1%. Più tranquilla la situazione al sud. Qui il caro bolletta sfiora il 24% in più rispetto al 2007, con un aumento dell’8,5% rispetto al 2011.
La spesa media di una famiglia di 3 individui è di 310 euro all’anno. Dati preoccupanti questi se si pensa che in Toscana, la regione con le tariffe mediamente più alte, si spende per l’acqua ben 410 euro l’anno. Le cose non migliorano in Puglia, qui la spesa media ammonta a 366 euro a famiglia.
Un’altra indagine, pubblicata in questi giorni da “Legambiente-Ecosistema Urbano 2012″, ci toglie definitivamente il sorriso dalle labbra. Da quanto si legge nel rapporto, infatti, il 33% in media dell’acqua introdotta nelle tubature, va persa.
Al sud spetta un impietoso record negativo; il 43% dell’acqua, infatti, si perde durante il tragitto. Non se la passa di certo meglio il centro-italia. Qui le perdite sono del del 33% mentre al nord la situazione è leggermente migliore, solo il 26% dell’acqua non arriva a destinazione.
Nella particolare classifica delle città in cui la dispersione idrica è al top, spicca L’Aquila con una perdita impressionante del 69%, Cosenza con un importante 68% e Campobasso con un poco rassicurante 65%.
Non c’è che dire, piove sul bagnato.
Cristian Rizzo





