L’attesa per questa sentenza è stata trepidante, come si attende la finale dei mondiali di calcio, con le tifoserie in trincea.
“Finalmente la giustizia ha trionfato!” è il commento che più di altri si legge sul web. Sicuramente la sentenza premia un duro e difficile lavoro svolto dai magistrati, che alla fine ha portato alla condanna dell’imputato eccellente.
Ma ora cos’è che cambia? Sicuramente non si potrà più dire che il cavaliere non sia stato mai condannato, malgrado i tanti i processi che lo hanno visto imputato. In verità non lo si poteva dire neanche prima, visto che nel ’90 ha beneficiato di un’amnistia che ha cancellato una sua condanna per falsa testimonianza. Ci sarà qualcuno che cambierà idea sull’innocenza di Berlusconi? Segnerà la fine della sua carriera politica del conflitto d’interessi e delle leggi ad personam? Come disse Nanni Moretti nel suo film Il caimano, “Su Berlusconi si sa già tutto… Chi ha voluto sapere sa, chi non ha voluto sapere….”. Sarà una condanna, anche se pervenuta dalla Corte Suprema, a fare cambiare idea agli innocentisti?
I berlusconiani, tra politici, militanti e semplici simpatizzanti, continueranno a credere alla sua innocenza e non cambieranno idea per nulla al mondo. I colpevolisti, i detrattori, continueranno a credere alla colpevolezza del “biscione” allo stesso modo in cui ci credevano fino a ieri. E non avrebbero cambiato idea nemmeno in caso di assoluzione con formula piena.
E politicamente che succederà? Il PDL imporrà un passo indietro al leader supremo, fondatore e principale finanziatore del partito? Berlusconi è il PDL. Un PDL senza Silvio non vivrebbe neanche un minuto.
Cosa cambierà per il Paese? C’è un condannato, l’unico condannato al mondo, che ha dalla sua parte il suo partito, che vanta il 20% dei consensi elettorali, ha tre televisioni a diffusione nazionale, ha un controllo indiretto sulle televisioni pubbliche, è proprietario di fatto di diversi quotidiani e settimanali.
Ora quest’uomo ha dichiarato guerra a uno dei tre poteri dello Stato, dando vita al più grave conflitto istituzionale della storia moderna. E solo per interessi privati. Per giunta, l’estroso imprenditore politico, fresco di condanna a 4 anni di reclusione, ha il potere di ricattare e tenere sotto scacco Governo e Parlamento, da cui si aspetterà sicuramente qualcosa. Avremo quindi l’attività di queste istituzioni condizionata dalle vicende giudiziarie di un uomo solo, mentre i problemi di milioni di italiani possono aspettare.
E’ vero, non è più senatore. E’ decaduto dalla carica di senatore. Ma in Parlamento ci sono i suoi amici, i suoi avvocati, persone a libro a paga. E comunque resta sempre il padrone del PD. Ancora una volta il PD si troverà in una situazione d’imbarazzo. Dopo aver gridato alla vergogna per quasi vent’anni, contro le leggi ad personam, fatte proprio per salvare Berlusconi dai suoi processi, ora si ritroverà nuovamente davanti ad una scelta che metterà a dura prova la sua credibilità, almeno quel che ne resta. Ha deciso di farci un Governo insieme, non ha aderito alla richiesta del Movimento 5 Stelle di far valere l’ineleggibilità del cavaliere. Ora prenderà un posizione su questa sentenza? Asseconderà le esigenze del condannato più famoso d’Italia per salvarlo dai suoi guai, a scapito di quelle degli italiani?
In virtù della pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici, lui non potrà avere nemmeno incarichi di Governo, quindi non potrebbe diventare Presidente del Consiglio. Ma il Parlamento, a maggioranza PD, potrebbe lavorare su qualche legge che lo riabiliterebbe.
Di certo, non ci fa onore e non ci facciamo una bella figura ad avere alla guida del Paese un Governo sostenuto da un partito il cui leader è stato condannato per frode fiscale, proprio in un sistema in cui le frodi fiscali e l’evasione fiscale costituiscono una vera emergenza nazionale. E da tutto questo non possiamo aspettarci nulla di buono. Negli ultimi vent’anni è stata più volte modificata la legislazione, in modo favorevole a Berlusconi, ma anche alle sue aziende.
Piegare un ordinamento giuridico a favore di interesse privati, non è un un’operazione indolore, è un’operazione molto dannosa, che produce conseguenze aberranti. E non sembra che il clima sia cambiato dopo questa condanna. Tutt’altro.
Marcello Greco





