«Berlusconi è un pagliaccio» e i clown si offendono

berlusconi e i clown

Da anni, Silvio Berlusconi viene spesso etichettato come clown da oppositori politici, detrattori, contestatori, cittadini “incavolati”, ma anche da testate giornalistiche internazionali, come l’inglese Economist, peraltro di inclinazione conservatrice.

Ci si è chiesto cosa potessero pensare i diretti interessati di questo accostamento, ossia i clown. Un onore per loro essere accostati a Berlusconi? Oppure no?
Dopo anni di paragoni ora hanno preso la parola loro.

Parla Bernhard Paul, direttore del Circo Roncalli, uno dei più grandi circhi della Germania: «Il clown non è un cretino qualsiasi che può essere messo al livello di Berlusconi. Fare il clown è un mestiere onorevole, delicato e molto difficile. Che cosa c’entra con il bunga bunga?».

Gli fa eco Oleg Popov, artista circense russo: «Un pagliaccio può essere chiamato tale soltanto quando può recitare in un teatro o in un circo e riesce a dare allegria alla gente. Se non lo fa, io piuttosto lo chiamerei cialtrone».

La reazione dei clown è stata suscitata da un intervento del leader dei socialdemocratici tedeschi Peer Steinbrück, risalente alla fine di febbraio, in cui dichiarava: «Silvio Berlusconi è un pagliaccio». La dichiarazione non è stata gradita dal mondo dei clown.
Lo stesso Bernhard Paul ha inviato una lettera a Steinbrück esprimendo il suo fastidio per aver utilizzato la professione del pagliaccio al fine di «insultare i politici di dubbia credibilità».

Marcello Greco

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