Le strisce blu hanno fruttato nell’anno 2012 un introito di ben 4 milioni di euro nelle casse della SGM, la Società che si occupa del trasporto pubblico e delle soste pagamento nella città di Lecce, di cui il Comune di Lecce è socio di maggioranza. L’utile di esercizio ammonta a circa 720 mila euro.
C’è soddisfazione da parte dei soci, rappresentati da Igeco e i fratelli Bertani, oltre al Comune di Lecce. E’ un buon risultato, che poteva essere addirittura migliore, se non fosse stato per i duraturi lavori nei pressi dell’ex caserma Massa che ha comportato il mancato sfruttamento dell’area.
Tuttavia non si può fare a meno di pensare che quei denari provengono dalle tasche dei cittadini, leccesi e forestieri, costretti a pagare per un servizio un po’ controverso.
Infatti sono numerosi i ricorsi proposti dai cittadini, dai leccesi, ma comunque nell’intero stivale, che contestano la legittimità del parcheggio a pagamento, ottenendo accoglienza da parte di giudici e prefetti.
A parte i vizi formali che può avere un verbale di accertamento, principalmente si contestano tre aspetti:
1) La mancanza di un numero sufficiente di parcheggi liberi nelle vicinanze di quelli a pagamento. Lo prescrive l’articolo 7 del Codice della strada, al comma 8. L’amministrazione comunale può istituire parcheggi a pagamento solo a condizione che vengano contemporaneamente realizzati parcheggi gratuiti nelle immediate vicinanze. Fanno eccezione alla regola esclusivamente le zone di particolare rilevanza urbanistica, motivatamente individuate e delimitate dalla Giunta comunale, nelle quali sussistano esigenze o condizioni particolari di traffico.
Ma quante volte viene osservata questa norma? Quante volte capita di trovarsi in zone più periferiche, senza evidenti esigenze di traffico o urbanistiche, colme di parcheggi a pagamento e con scarsa presenza di parcheggi liberi? Ma anche nelle zone centrali, come si giustifica la mancata previsione di un numero congruo di parcheggi liberi?
2) Aree di parcheggio posta all’interno della carreggiata. L’art. 7, al comma 6, esplicitamente impone che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. In sostanza, devono esistere delle aree di sosta apposite, esclusivamente adibite a parcheggio. Istituire dei parcheggi a pagamento disegnando delle strisce blu ai lati della strada costituirebbe una violazione del codice della strada.
3) Mancanza di adeguato frazionamento del tempo di sosta. Le macchinette che emettono il tagliando di sosta, utilizzate a Lecce come in tantissime altre città, consentono di frazionare il tempo con scatti di mezz’ora. Ma se un automobilista ha bisogno di effettuare una sosta di durata inferiore, ad esempio di 5 - 10 minuti ha poche alternative. O paga per intero, o rischia la multa, sperando nella clemenza di qualche vigile o ausiliare del traffico e affidandosi alle 4 frecce.
Anche qui i giudici si sono espressi, giudicando illegittimo l’uso di queste macchinette.
Marcello Greco





