Brucia ancora il Salento. 200 ettari di vegetazione andati in fumo mercoledì scorso in diverse località, notevoli di disagi e rischi fortunatamente scongiurati per l’incolumità delle persone.
A distanza di pochi giorni dal rapporto della Guardia forestale sugli incendi in Puglia e che vedeva il Salento come una terra ad alto numero di incendi (73 ettari boschivi e 200 di sterpaglie al 30 giugno 2013), si torna a parlare di un territorio divorato dalle fiamme.
Mercoledì scorso, vittima di qualche piromane, di qualche incosciente o di qualche interesse di qualche natura, è stata la costa occidentale, con ben quattro incendi, che hanno richiesto l’impiego di ingenti risorse per essere domati, tra cui un aereo Canadair e due Fire Boss.
I roghi più gravi hanno interessato la zona di San Cataldo e di Otranto, località “Le Orte“. Altri due incendi sono divampati a San Foca (Melendugno), Frigole e le Marine di Marittima (Diso).
Altri focolai hanno interessato altre zone del Salento, tra cui Marina Serra (Tricase), la zona di Acquarica di Lecce, Acaya, Porto Cesareo, Specchia, Vernole.
Gli incendi hanno anche provocato danni alla linea elettrica, provocando diversi e ripetuti blackout in alcuni comuni, tra cui Lecce, Cavallino, Melendugno, Lizzanello.
Già dal primo pomeriggio sono state segnalate le prime fiamme che, con la complicità del caldo e del forte vento, si sono propagate velocemente creando notevoli difficoltà nell’arginarle e nel definitivo spegnimento. A “Le Orte” il fuoco ha continuato a divorare vegetazione per tutta la notte. Il tratto di strada compreso tra Le Orte e Porto Badisco è rimasto chiuso al traffico per tutto il tempo. Anche altri tratti di strada lungo la litoranea, nelle aree coinvolte negli incendi, sono state interdette al traffico.
Molti bagnanti ed escursionisti hanno rischiato di rimanere bloccati, intossicati, se non peggio, e solo grazie all’intervento efficace dei soccorritori, vigili del fuoco e forze dell’ordine, è stato possibile far evacuare la zona senza conseguenze spiacevoli. Alcuni residence, come Campo Verde a San Cataldo, sono stati evacuati per precauzione. L’attività dei Canadair e dei Fire Boss è durata circa sei ore. Hanno prelevato l’acqua utilizzata contro gli incendi dal lago Alimini Grande, nella zona settentrionale di Otranto.
Ancora non è stato determinato il danno complessivo, ma di sicuro 200 ettari di vegetazione sono finiti in cenere. Il territorio salentino continua ad essere violentato, con danni irreversibili, da qualche incosciente o da criminali. O piuttosto entrambi.
Non si sa ancora se gli incendi siano stati dolosi o colposi, ma si tende ad escludere l’autocombustione. Sono in corso delle indagini per stabilirlo, anche se probabilmente, ancora una volta, non si arriverà a punire alcun colpevole.
Marcello Greco





