Serviva una reazione e reazione è stata. Il Lecce, seppur con qualche piccolo brivido, supera l’ostacolo Virtus Entella e si qualifica per la finale dei playoff della Prima Divisione di Lega Pro, dove sarà il Carpi a contendere la promozione in serie B ai giallorossi.
Non è presente il pubblico delle grandi occasioni; solo 6.202 i tifosi leccesi giunti al “Via del Mare”, mentre i liguri contavano sull’appoggio di 4 coraggiosi e ammirevoli sostenitori. Gustinetti schiera il 4-4-2, dovendo fare a meno solo di De Rosa: Benassi; Diniz, Tomi, Martinez, Esposito; Zappacosta, Memushaj, Giacomazzi, Bogliacino; Chevanton, Jeda. Stesso schieramento scelto anche da Prina: Paroni; De Col, Falcier, Russo, Cesar; Staiti, Di Tacchio, Volpe, Vannucchi; Guerra, Cori.
I giallorossi partono subito forte. Passano solo due minuti e Jeda si vede intercettare all’ultimo momento un cross proveniente dalla propria metà campo, mentre al 7° la sua conclusione viene respinta dall’estremo difensore ligure. Al 15° si fa vedere Chevanton con un calcio di punizione dalla distanza che impegna in due tempi il portiere Paroni.
È il Lecce a fare la partita. Al 20° un tiro di Giacomazzi viene respinto dalla difesa ligure e pochi minuti dopo Diniz scheggia il palo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dai piedi del difensore giallorosso nasce però il vantaggio: viene messo a terra al limite dell’area in seguito ad una sua incursione tra la difesa dell’Entella, l’arbitro lascia proseguire per la regola del vantaggio perché il pallone finisce sui piedi di Chevanton; l’attaccante uruguaiano fulmine Paroni con un destro improvviso a giro che si insacca nel sette.
Il Lecce non allenta la tensione e, anzi, giunge al raddoppio dopo soli tre minuti. Chevanton veste questa volta i panni di uomo-assist; dai suoi piedi parte il pallone per Vanin (subentrato al 12° a Zappacosta, vittima di un infortunio muscolare) che supera Paroni con un preciso diagonale di destro. Il primo tempo termina con due tentativi dell’Entella di riaprire la gara: al 33° Staiti conclude alto, mentre cinque minuti dopo, Benassi agguanta un pallone che stava per finire sui piedi di Cori.
La seconda frazione di gioca comincia con lo stesso copione. Numero da campione di Jeda al 7° che si libera di una serie di avversari prima che il suo destro a rientrare si stampi sul palo. Anche Bogliacino tenta il colpo del definitivo ko per gli avversari, ma la sua conclusione scagliata al 15° sfiora solo il palo. Passano soli tre minuti e Paroni compie un miracolo su un cross di Diniz: il pallone partito dai piedi del terzino giallorosso viene toccato in maniera maldestra da un difensore ligure e solo la prontezza di riflessi del portiere evita il 3-0.
Il Lecce molla un po’ la presa, forse anche a causa della stanchezza, e la Virtus Entella si riaffaccia nei pressi dell’area salentina. Al 67°, Garin impegna severamente Benassi che si salva in corner. Gli ospiti aumentano la pressione e riaprono la partita al 72° con una precisissima punizione di Vannucchi che si insacca nell’angolino basso alla destra di Benassi.
Chiricò, subentrato a Chevanton al 60°, ha due buone occasione per chiudere la pratica, sfruttando con la sua velocità gli ampi spazi lasciati dall’Entella che si era spinta sempre più in avanti; il mancino del giovane attaccante si spegne prima a lato e poi finisce tra le mani di Paroni che blocca a terra. La Virtus Entella sfiora il pareggio al 35° con un cross di De Col nell’area piccola; Benassi tocca il pallone che però rimane in area, ma nessun giocatore biancoceleste è pronto a depositare in rete. Ultimo brivido al 42° con un tiro di Staiti bloccato da Benassi.
Il triplice fischio finale arriva dopo 5 minuti di recupero. Il Lecce supera 2-1 la Virtus Entella e vola in finale dove se la vedrà con il Carpi che nella propria semifinale ha superato il Sud Tirol. Gli uomini di Gustinetti hanno fatto finalmente rivedere atteggiamento e gioco che avevano impressionato gli avversari a inizio stagione, ma per superare il Carpi serve ancora qualcosa di più. Il prossimo appuntamento è in Emilia, domenica 9 giugno.
Alessandro Chizzini




