Gabellone: “Fabrizio, io sto con te”

Immagine Gabellone: “Fabrizio, io sto con te”

Fabrizio Miccoli e Antonio Gabellone

Fino a qualche settimana fa, il suo approdo a Lecce era il sogno di ogni tifoso giallorosso, ma dopo la diffusione delle ormai ben note intercettazioni telefoniche che lo hanno visto direttamente coinvolto, il tifo salentino si è spaccato. L’arrivo di Fabrizio Miccoli al Lecce non è più né una certezza, né un desiderio e tantissimi sono coloro che hanno voltato le spalle al “Romario del Salento”. È vero però che altrettanti sono i tifosi rimasti fedeli all’ex bandiera del Palermo, ridimensionando il peso delle sue affermazioni e delle sue amicizie, pur riconoscendone la gravità.

Tra di essi si schiera anche il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il quale ha espresso il suo pensiero sulla sua pagina facebook, ribadendo quanto rilasciato ieri ad un giornalista de “Il Quotidiano”:

Ho rimarcato la gravità delle affermazioni e lo sconcerto che mi ha provocato conoscere le ultime vicende giudiziarie di questo nostro talento salentino, ma ho anche aggiunto che ho conosciuto Fabrizio in tante occasioni pubbliche nella sua San Donato, ogni volta che c’era da inaugurare una struttura, un campetto di calcio o un punto d’aggregazione. Lui stesso, con una scuola calcio tutta sua, è sceso in campo per fare qualcosa per il sociale, per la sua comunità.

Secondo il presidente Gabellone, l’attaccante salentino è stato messo in croce troppo velocemente e con superficialità:

Credo che di questi tempi sparare addosso a chi sbaglia sia facile e uno sport oramai comune, molto più bello sarebbe ridare un’altra possibilità a questo ragazzo. In fondo ce l’hanno avuta anche assassini e rapinatori, un’altra possibilità. Non capisco perché questo ragazzo deve finire triturato da giornali e tv.

Un importante attestato di stima per Fabrizio Miccoli, ma sarà difficile capire se e quanto possa servire a far ritornare l’attaccante di San Donato quell’autentico idolo e simbolo del tifo e del sport salentino. E intanto Melbourne chiama.

Alessandro Chizzini

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