La mia crescita personale e culturale a Poggiardo

Nastassia, la terza da sinistra, insieme ad altri ragazzi del progetto EVS

È giunta la fine del mio “European Voluntary Service” (EVS – Servizio di Volontariato Europeo) in Italia. Posso dire con sincerità che mi mancherà questo piccolo paese, Poggiardo. Ho trascorso qui sei mesi della mia vita e adesso è giunta l’ora di tornare a casa, in Bielorussia. Sì, posso iniziare da qui: mi chiamo Nastassia, ho 26 anni, e vengo dalla Bielorussia, il paese situato al centro dell’Europa, proprio tra est e ovest. La nostra popolazione conta circa 9 milioni di persone e viviamo soprattutto di agricoltura. La nostra Biblioteca Nazionale brilla nella notte come un diamante e il nostro presidente Aleksandr Lukašenko è un grande appassionato di hockey sul ghiaccio. Il mio progetto EVS è iniziato lo scorso novembre presso l’associazione culturale Jump In ed è durato sei mesi. Che mesi sono stati!!! Vi racconterò tutto dall’inizio.

Prima di partecipare all’EVS in Italia, mi sono posta l’obiettivo di migliorare le mie capacità artistiche nel corso di questo programma. Per questa ragione sono stata assegnata al lavoro estetico e decorativo di Jump In. Ad esempio, sono stata incaricata di restaurare vecchie sedie e dipingerle e trovarne la decorazione adatta al generale design di Jump In, in modo che tutto potesse rimanere pulito e piacevole per un tempo molto lungo. Ho decorato sedie, sgabelli, bidoni della spazzatura con il decoupage.

Durante questo lavoro artistico ho incontrato difficoltà, perché alcuni dei miei lavori non sono stati compiuti correttamente e non erano quindi utili; ho dovuto così distruggerli e ricominciare da capo. È stato un duro colpo per il mio ego, ma ho cercato di lasciare da parte il mio orgoglio e trarre le mie conclusioni, ho capito quali erano i miei punti deboli e ho provato a fare le cose per bene.

Tirando le somme, sono molto orgogliosa del mio lavoro artistico. Oltre a ciò, ho anche insegnato a parlare inglese a bambini tra i 3 e i 5 anni di Uggiano La Chiesa, ho registrato alcuni programmi per Radio J’In, ho partecipato al laboratorio di Eco Design, ai laboratori di Metalli e Tessuti del Liceo Artistico di Poggiardo, al Club di Poesia e tanto altro. Posso quindi affermare di aver raggiunto l’obiettivo principale che mi ero posta prima di partecipare al progetto EVS, cioè svolgere lavori artistici con le mie capacità e, insieme a professionisti, sviluppare idee creative e realizzarle per Jump In.

Su questo periodo trascorso all’estero, avevo anche delle aspettative legate alla mia esperienza di vita, alla mie capacità di comunicazione e al linguaggio, e posso dire che queste aspettative sono coincise con la realtà.

La mia personale valutazione del progetto è molto alta, soprattutto per i traguardi che ho raggiunto; ad esempio, ho guidato una Fiat 500! Il primo ricordo che ho dell’Italia non è la pasta o la pizza (è ovvio che lo siano), ma la vecchia Fiat 500 blu!

Dopo sei mesi trascorsi in Italia, sono ora in grado di parlare l’italiano di base, esprimere i miei pensieri e sentimenti e capire anche gli italiani; una capacità assolutamente importante per il mio futuro, quando potrò capire le istruzioni dei miei datori di lavoro ed eseguirle nel miglior modo possibile ed ho imparato che l’iniziativa personale va bene solo se richiesta.

Ho incontrato diverse culture durante questi mesi: turca, polacca, spagnola, ucraina, egiziana, israeliana, greca, canadese e ovviamente italiana e salentina. Ognuna di loro mi ha influenzato molto e da loro ho sempre cercato di apprendere qualcosa.

Il Salento è un posto speciale che non dimenticherò mai. È solo una parte dell’Italia, ma al tempo stesso è molto simile ai paesi mediterranei per storia e cultura e i salentini hanno anche un loro dialetto. Sembra poi che il clima caldo e la natura unica che possiedono abbiano influenza su di loro. Nel sud Italia sono molto sentite le tradizioni familiari e di casa. I ragazzi vivono con i loro genitori in una sola casa e ricevono cura ed educazione molto forti.

Il Salento ha rubato il mio cuore e sono felice di poterne parlare quando tornerò a casa. Arrivederci Salento! Ci vediamo!

Nastassia P.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>