Mi chiamo Roberto Rizzo, sono di Vitigliano, frazione di Santa Cesarea Terme. Studio presso il politecnico di Torino da quando avevo 19 anni ed ora ne ho 26. Quando decisi di venire a studiare a Torino, tre motivi mi spinsero nel fare questa scelta:
il fascino di studiare in una città diversa da quella in cui avevo vissuto fino a quel momento, frequentare un ateneo importante come il Politecnico e l’attrazione che avevano suscitato in me le facilities offerte dall’ente per il Diritto allo Studio Piemontese (EDISU). Infatti, per gli studenti meritevoli era prevista una borsa di studio dignitosa, il posto in una residenza universitaria all’avanguardia (eredità olimpica), mense universitarie che si rifornivano da aziende del territorio, sale studio ben attrezzate e aperte tutti i giorni della settimana.
Oltre a me, anche migliaia di studenti provenienti dal Sud d’Italia, ma anche d’oltre Europa, come Asia, Africa e America Latina, animati dallo stesso spirito. Questo spirito mi ha permesso d’intrecciare le mie esperienze con quelle di tantissime altre persone e ha rappresentato una fonte d’arricchimento umano e culturale.
A partire dal 2011, il cambio al governo della Regione Piemonte ha visto l’insediamento della giunta leghista di Roberto Cota che ha ben pensato di smantellare progressivamente questo sistema.
Si è passati in dodici mesi dall’erogazione del 100% delle borse di studio a meno del 30% e ad una graduale diminuzione dei servizi fino a quel momento offerti. Pur tendendo in considerazione i gravi problemi che tutti gli enti locali stanno vivendo a causa della crisi, traspare però con evidenza che dietro a questa manovra c’è una chiara scelta politica che ha sacrificato quanto di buono costruito negli anni.
Anche i politici locali più accorti si sono lasciati sfuggire che gli Atenei piemontesi hanno una ricaduta sull’intera economia della Regione, che è seconda solo alla FIAT e al settore edilizio, senza considerare la ricaduta in termini di vitalità e fibrillazione culturale e sociale.
Questo breve racconto a mio parere dimostra una cosa: chiudersi in se stessi, soprattutto in momenti difficili come questo, non è per niente una buona idea.
L’unico modo che abbiamo per uscire da questa situazione è migliorarci, accettando spericolatamente la sfida d’interfacciarci con la diversità e investendo radicalmente nella Cultura.
Roberto Rizzo




