Molti lo accostano a Fabrizio De André, c’è chi lo definisce il De André del Salento o addirittura il nuovo De Andrè. E in effetti Mino De Santis ricorda molto il cantautore genovese, che su di lui avrà sicuramente esercitato una forte influenza. Ma Mino De Santis ha uno stile che lo caratterizza e lo contraddistingue.
Una cosa che accomuna i due è sicuramente il raccontare le storie degli “ultimi”, al di fuori della morale comune.
Già dagli esordi il cantastorie salentino ha convinto e si è fatto apprezzare. I suoi testi sono dissacranti, irriverenti, ironici, appassionati, romantici, scritti sia in italiano che in dialetto salentino.
Si passa dallo sberleffo e la satira che prende di mira i politici, gli arrampicatori sociali, i radical chic, le contraddizioni ed il costume sociale, ad un grande amore, sincero, per il Salento, che non esalta mai, ma che quasi accarezza, anche quando non gli riserva parole lusinghiere. Lo si nota nelle storie che racconta con le sue canzoni, intrise di amara ironia, ma anche di paradossi comici.
Lo spettacolo di Mino De Santis è spesso esilarante, un po’ teatrale, mai banale. Le sue storie, anche quando assumono toni comici, sono di quelle che fanno pensare, che raccontano la realtà in una forma leggera, spassosa e divertente, ma anche toccante.
Le parole si susseguono in modo ritmico, con un frequente ricorso alla rima. La musica è molto piacevole, vivace, orecchiabile. Le melodie sono di quelle immediate, che l’ascoltatore riesce a fare subito proprie e che inizia ad intonare già al primo ascolto. E’ una caratteristica questa quasi sempre presente nelle composizioni degli artisti del passato, ma che purtroppo spesso viene a mancare tra gli emergenti, che creano melodie complicate, difficilmente cantabili e spesso anonime. Mino invece ha questo pregio.
La parte strumentale segue una ritmica prevalentemente folk, ma sono altresì frequenti sfumature provenienti da altri generi musicali.
Le armonie, gli accordi utilizzati, denotano una larga conoscenza musicale che, senza pretese, ma con ottimi risultati, si affaccia anche al jazz e al blues.
Mino esegue i suoi concerti talvolta accompagnato da altri musicisti, altre volte semplicemente accompagnato dalla sua chitarra classica.
Domani, sabato 29 giugno, avrà luogo la presentazione ad Alezio del suo terzo album, intitolato Muddhriche, pubblicato proprio ieri 27 giugno.
Si terrà al Piazzale Santa Maria della Lizza, l’ingresso è libero e l’inizio è previsto per le ore 22,00.
Muddhriche (che significa briciole) contiene un riferimento diretto all’attuale situazione sociale e al modo in cui i meridionali sono abituati ad affrontare le difficoltà: «ci hanno lasciato solo le briciole, dice qualcuno, ma noi, uomini del sud, tanimu lu coriu tostu e de le muddhriche nde facimu pane».
C’è fervente attesa per questo evento tra i numerosi salentini che seguono il cantautore di Tuglie e si prevede che saranno in tanti a presenziare all’evento.
Marcello Greco





