Morto Don Andrea Gallo, prete anticonfomista

Era conosciuto per il suo modo di fare e di pensare molto singolare, a volte pittoresco, un po’ sui generis, a volte irriverente, quasi mai allineato con i dettami dell’alto clero, insofferente ai dogmi, ma sempre vicino ai giovani, alla gente, agli emarginati, ai più deboli. E’ sempre stato vicino ai soggetti più socialmente disagiati o bistrattati, come i gay, le prostitute i trans, i detenuti, i poveri, i ragazzi del riformatorio.

Andava contro ogni pregiudizio, accoglieva tutti. Scendeva in piazza a fianco degli studenti, dei lavoratori, degli attivisti per i diritti umani, ai pacifisti, al movimento No Global, senza preoccuparsi di essere etichettato politicamente o di ricevere provvedimenti disciplinari dai suoi superiori, che in qualche occasione ha dovuto subire.

Senza alcuna esitazione si è esposto politicamente a sostegno di determinate posizioni politiche, anche forti e controverse (come il sostegno alla legalizzazione delle droghe leggere), o di candidati politici, generalmente appartenenti all’area di sinistra.

Sapeva farsi ben volere anche dagli atei, dai laici, dagli anticlericali. Era un prete di strada che conciliava la spiritualità e la morale cattolica, con i problemi sociali. I suoi nemici non erano l’omosessualità, il divorzio, la fecondazione assistita. I suoi nemici erano la guerra, la criminalità organizzata, le disuguaglianze e le ingiustizie sociali, le speculazioni finanziarie, le politiche globali che provocano nuove povertà.
Don Gallo era il volto dell’ecumenismo. A lui non importava il credo politico, la fede religiosa, l’orientamento sessuale di una persona. A lui interessava il comportamento concreto di una persona in relazione agli altri individui e alla comunità.

Don Gallo è nato e morto a Genova, città che amava molto. Nella sua vita è stato anche missionario in Brasile ed ha operato nei riformatori, dove inosservando le disposizioni della curia, che imponevano metodi repressivi, adottò un metodo educativo basato sulla libertà e la fiducia. La scelta però non fu condivisa dalla stessa curia.
E’ stato fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto che ha sede a Genova, che si occupa del recupero degli emarginati.

La morte è avvenuta questo pomeriggio, alle ore 17,45, come annunciato da Domenico Chionetti, portavoce della Comunità di San Benedetto al Porto. Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate e sul web, sulla rete, circolavano tanti messaggi di affetto da parte. Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 18 luglio.

Sono tantissimi nei social network, nei blog, nei forum, i messaggi di cordoglio e i pensieri di persone commosse dalla perdita di una persona che sapeva farsi amare.
La sua assenza si farà sicuramente sentire.

Marcello Greco

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