E’ morto stamattina all’età di 94 anni, nella sua abitazione romana, Giulio Andreotti, uno dei più “longevi” e controversi personaggi politici della storia repubblicana. Esponente di spicco, già presente nelle assemblee legislative dal 1945, non ha mai abbandonato la vita politica, ricoprendo nella sua carriera ultradecennale diversi incarichi di governo e presiedendo diverse commissioni parlamentari. Dal 1991, su nomina dell’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, era diventato senatore a vita.
E’ stato anche al centro di numerose vicende oscure, tra cui il suo presunto coinvolgimento nell’organizzazione paramilitare Gladio. E’ stato al centro di inchieste giudiziarie su rapporti che avrebbe intrattenuto con l’organizzazione mafiosa Cosa Nostra. In particolare, a conclusione di una di esse, la Corte di Cassazione ha accertato che via sia stata “concreta collaborazione” tra il senatore ed esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980, ma il reato “ravvisabile” non era però più perseguibile per sopravvenuta prescrizione.
Marcello Greco






IL DIVO E’ ANDATO…pfiuù! Cazzo, però…se è lunga la lista di quelli che mancano all’appello..? E’ della categoria dei politici che noi vogliamo i suicidi e nn di altri..almeno, questa è la priorità!