Ancora arte e cultura nel finesettimana ortellese

Ancora un fine settimana all’insegna dell’arte e della cultura per il comune di Ortelle. Si comincia con l’ultimo appuntamento del “Premio Estemporanea 2013 – Attività all’aperto delle Arti Pittoriche, Scultoree e Scrittura Creativa”, organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco “Ippocampo” di Ortelle e Vignacastrisi e tenutasi gli scorsi 28, 29 e 30 giugno.

Immagine Ancora arte e cultura nel finesettimana ortelleseDopo l’esposizione e la premiazione delle opere avvenute la scorsa settimana presso la Biblioteca Comunale “Paiano”, nelle serate di oggi e domani tutti i lavori che hanno preso parte alla gara d’arte verranno collocati nel cortile retrostante del Palazzo Rizzelli a Ortelle, in via Vittorio Emanuele, per la pubblica visita dei cittadini; l’esposizione sarà aperta dalle 19 alle 22 per entrambi i giorni e per la serata di domenica è previsto anche un piccolo rinfresco.

Da Ortelle ci si trasferisce poi nella frazione di Vignacastrisi dove stasera, alle 20:30, presso il cortile della Biblioteca Comunale “Paiano” verrà presentato la raccolta di poesie “Clandestino d’amore”, ultimo lavoro editoriale di Marcello Buttazzo; un incontro monografico con il poeta organizzato dal centro di promozione della cultura “Officina d’arte di via S. Francesco” di Vignacastrisi e dal “Consorzio Autori del Mediterraneo”, in collaborazione con l’Associazione Cuturale “Parabola a Sud” di Vignacastrisi e col patrocinio del Comune di Ortelle.

Immagine Ancora arte e cultura nel finesettimana ortelleseCon la moderazione del poeta e scrittore Vito Antonio Conte, interverranno Matteo Urso e Daniela Paiano (rispettivamente giovane poeta e presidente di “Officina d’arte di via S. Francesco”), Pasquale Bono (presidente di “Parabola a Sud”), Roberto Molle (presidente del “Consorzio Autori del Mediterraneo”), Francesco Rausa (sindaco di Ortelle) e lo stesso autore del volume Marcello Buttazzo.

Durante la serata verrà chiesto ai presenti di leggere alcuni componimenti tratti dal libro, nelle quali si palesa, come spiega nell’introduzione Aldo De Francesco, “una sua profonda, inalienabile, sotterranea fede nella religione dell’amore, religione non liturgica, non confessionale ma forse (come Pavese intendeva dover essere la fede) religione del dolore, che ci fa vivere in una sfera incantata e trasognata ove le cose quotidiane e banali prendono un rilievo thrilling non sempre sgradito”.

Alessandro Chizzini

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