Carenza di trasporti pubblici e ingorghi. C’è un nesso?

ingorghi

Strade che s’intasano, colonne d’auto che si muovono a passo di un bebè che gattona, ingorghi, parcheggi che sembrano delle oasi nel deserto, imprecazioni a gogò. E’ quello che accade puntualmente in diverse strade del Salento nel periodo estivo e nei periodi delle festività pasquali e natalizie. Ma anche in occasione di sagre o eventi che attirano molto pubblico, anche fuori dalla stagione estiva, una fra tutte la Focara di Novoli.

Ma avete mai pensato che ci sia un nesso tra questi disagi e la carenza di trasporti pubblici? Che cioè questi disagi dipendano in buona parte dal fatto che per poter presenziare a certi eventi, per poter raggiungere determinati siti praticamente non c’è altra via al di fuori dell’utilizzo del proprio mezzo?

Immaginate se per raggiungere il concerto del primo maggio a Roma non ci fossero i mezzi pubblici? Mediamente ci sono ogni anno mezzo milione di persone a presenziare a quel concertone, eppure sembra un giorno come gli altri. Il traffico rimane pressoché uguale, le metropolitane e gli autobus non sembrano più affollati del solito. Le corse sono molto frequenti e quindi riescono a smaltire efficacemente la grossa mole di utenza.

Qui da noi che succede? Basta che ci sia una sagra, un evento che richiami un po’ di gente da fuori e una parte del Salento si congestiona. Se l’evento diventa più importante si rischia di finire intrappolati come una mosca nella tela del ragno, anche se non te ne importa nulla di quell’evento, anche se odi quell’evento. E questa ragnatela si propaga per diverse strade e diversi chilometri.

E se l’evento è particolarmente importante, tipo il concertone finale de La Notte della Taranta? Chi è credente non può far altro che affidarsi all’opera dello Spirito Santo. Chi non è credente farà pensieri di conversione. Ma il risultato non cambia. Se sei a sud rispetto a Melpignano e vuoi o devi andare verso Lecce e non hai il turbo boost di Supercar, conviene fare un percorso alternativo lunghissimo per evitare la coda chilometrica di mezzi che cercano di entrare a Melpignano, alla velocità media di qualche metro all’ora.
Se sei a nord rispetto a Melpignano e la tua meta è a sud, invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. O si devia allungando il percorso o si finisce in trappola.

Eppure la Società delle Ferrovie del Sud Est (Fse) mette a disposizione un servizio “speciale” per venire incontro allo straordinario numero di persone che vorrebbe fruire del servizio in occasione del concertone. E la risposta della FSE sarebbe pure adeguata, se all’evento presenziassero solo 5000 persone. Il problema che la media annuale di partecipanti si aggira ogni anno intorno a 150000.

Se il servizio speciale consiste nel predisporre un treno ogni ora (6 corse da Tricase a Melpignano, dalle 19,11 alle 0,33; 8 corse dalle 16,53 alle 22,16 sulla tratta Lecce - Melpignano), non ci si deve sorprendere se poi i treni saranno superaffollati, con un numero di passeggeri di gran lunga superiore al limite consentito, con tutte le conseguenze che ne derivano, sia dal punto di vista della sicurezza, sia da quello del comfort. Più che un viaggio sembra una deportazione di massa. Di fronte ad un servizio pubblico di questa qualità è naturale che molta gente preferisce andare con la propria macchina.

Pensate che ci sia un nesso tra carenza del servizio di trasporti pubblici e strade sovraffollate?

E per la Notte di San Rocco a Torre Paduli, per la festa di Santa Domenica a Scorrano, per la varie notti bianche, ecc… che tipo di servizio viene offerto? Poco più che niente. Il risultato? Vedi sopra. Pensate che ci sia un nesso?

Stesso discorso vale per il raggiungimento delle località di mare nei mesi di luglio e agosto e per festività e ricorrenze particolari, come Pasquetta, Natale, Capodanno, ecc…

Ma cosa fanno le pubbliche amministrazioni per ovviare a questi inconvenienti? Quali sono gli interventi pubblici per migliorare la viabilità? Principalmente sono due: l’allargamento delle strade per portarle a quattro corsie e la costruzione di tante rotonde, che spesso non sono né sicure né facilmente visibili e non sempre agevolano effettivamente la circolazione.
Ma pur allargando le strade principali, restano sempre dei colli di imbuto nelle strade che si immettono su quelle principali. Quindi, se non si pensa di allargare a quattro corsie anche le strade extraurbane secondarie, le urbane, quelle di campagna e le mulattiere, si risolverà ben poco.

Piuttosto, qualcuno ha mai pensato di istituire, non di migliorare, ma di istituire di sana pianta un servizio di trasporto pubblico che funzioni tutto l’anno e che colleghi tutte le località del Salento, proprio come si fa in tutti i paesi virtuosi, dove le amministrazioni pubbliche e i servizi pubblici in generale funzionano?

Forse, in presenza di un servizio efficiente e soddisfacente di trasporti pubblici, non ci sarebbe più l’esigenza di allargare strade, non ci sarebbe più bisogno di divorare fette di territorio e fare guerre con le comunità locali e gli ambientalisti che si oppongono a quelle opere.
E soprattutto, probabilmente, avremmo per strada un numero minore di mezzi in circolazione e soprattutto di persone che si mettono alla guida sotto l’effetto dell’alcol.

Forse le ingenti risorse impiegate per allargare le strade potrebbero essere impiegate in maniera diversa, perché non possiamo continuare a presentarci al mondo in queste condizioni, non possiamo continuare ad essere costretti a circolare col nostro mezzo, senza avere alternative.

Marcello Greco

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