Mancano poche ore all’inizio del concertone finale de La Notte della Taranta, e la noi di Tag Press abbiamo voluto dare una sbirciatina, presenziando alle prove generali di ieri sera.
La prima cosa che si può notare è che ormai la parola “prove” non è più appropriata. Infatti le prove del giorno prima sono divenute ormai un evento nell’evento, a partire da quello che succede sul palco, dove lo spettacolo più che a rifinire gli ultimi particolari, sembra più votato ad intrattenere il pubblico, con una continua interazione tra questo e i musicisti. Non ci sono pause tecniche, né brani o parti di brani che vengono ripetute. Lo spettacolo scorre liscio, la gente balla, canta, applaude, i musicisti rispondono.
Anche la partecipazione del pubblico è stata particolarmente numerosa, tanto da provocare qualche incolonnamento nei pressi di Melpignano. Sono stati in migliaia ad accorrere. Anche il costo del parcheggio, 3 euro, sembra più da concerto ufficiale che non da semplici “prove”.
Ma passiamo alla musica. Quest’anno l’incarico di direttore artistico e maestro concertatore è stato affidato al palermitano Giovanni Sollima, compositore e violoncellista, che si propone con il suo stile eclettico, che spazia per diversi generi musicali, tra cui anche rock e jazz.
Gli arrangiamenti di Sollima sono particolarmente curati nel ritmo e nella melodia. Le esecuzioni sono particolarmente coinvolgenti e piacevoli da ascoltare, riuscendo a coniugare l’esigenza di creare intrattenimento con la raffinatezza musicale.
Spazio anche agli strumenti ad arco e a qualche interessante duetto, ma senza strafare, senza annoiare un pubblico desideroso di ballare.
Ospiti di questa edizione sono gli italiani Niccolò Fabi, Max Gazzè, Emma Marrone e la formazione Taranta Power, guidata da Eugenio Bennato, fratello del più noto Edoardo.
Saranno sicuramente meno noti, ma non di certo non meno meritevoli, il violinista ungherese Roby Lakatos e il ballerino spagnolo Miguel Angel Berna, entrambi personaggi di prestigio internazionale, che delizieranno lo spettacolo.
Delusione e mugugni sono scaturiti dalla prestazione di ieri offerta dalla salentina Emma Marrone, che interpretava in maniera molto aureferenziale Lu rusciu de lu mare, snaturandone completamente la melodia e la metrica. Anche dal modo di stare sul palco dava l’idea essere la protagonista assoluta dell’evento. E buona parte dei presenti sembra non aver gradito molto.
Se non siete pratici della zona, se non conoscete scorciatoie e strade di campagna, vi suggeriamo di utilizzare i servizi di trasporto pubblico o i servizi di navetta organizzati dai privati, che magari non saranno la punta di diamante del Salento, ma sono pure sempre preferibili all’utilizzo della propria auto.
Marcello Greco





Questa edizione della Notte della Taranta non ha soddisfatto completamente le mie aspettative in quanto il ritmo della pizzica veniva spesso interrotto con canzoni melodiche arrangiate da rimi vari. Si è dato troppo spazio ad artisti come Bennato che poco hanno a che fare con la musica originale salentina. I commenti di vari giornalisti hanno dato troppo spazio ai, (se pur bravi) cantanti ospiti ignorando quasi completamente i veri artisti della musica tradizionale snaturando così l’essenza stessa del Festival. Sono passati inosservate le vere voci della musica popolare, quelle voci che tramandano e trasmettono la vera cultura della Taranta. Sono passate in secondo piano le voci fantastiche di Anna Cinzia Villani, Enza Pagliara, Alessia Tondo, Maria Mazzotta, Alessadra Caiulo, Ninfa Giannuzzi, Antonio Amato, Antonio Castrignanò etc per lasciare troppo spazio agli ospiti scordandosi che questo è il Concertone della Notte della Taranta e non Castrocaro