Si avvicina il secondo “election day” dell’anno. Chi vincerà?

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Si avvicina l’election day, eccezionalmente per la seconda volta in un anno, dopo la tornata elettorale di marzo. Nella provincia di Lecce sono 12 i comuni che al voto.

Come spesso capita nei piccoli comuni, a contendersi la vittoria elettorale sono principalmente le liste civiche, che poi di civico sovente hanno più che altro il nome, poiché il più delle volte i capolista, i comitati elettorali, i candidati sono riconducibili chiaramente ad una determinata area politica. E non è raro che venga chiamato a “sponsorizzare” la lista “civica” proprio un politico di fama, di lungo corso, la cui appartenenza politica è ben nota.

Queste liste ricordano un po’ la storia di Superman e del suo alter ego Clark Kent. Bastava che Kent mettesse su un paio di occhiali da vista e poteva negare di essere Superman. E la gente gli credeva. E così con un po’ lifting e di make up, queste liste provano a smarcarsi un po’, almeno durante la campagna elettorale, da parentele con i partiti tradizionali, che potrebbero sortire l’effetto di allontanare parte di quell’elettorato che preferisce votare la persona e non il partito.

Per carità, non tutte le liste civiche sono fatte così. Molte sono indipendenti fino in fondo e non hanno alcuna affiliazione politica, né nella forma né nella sostanza. Ma ad ogni modo, tutto è pienamente legittimo e non sono questi i problemi della politica locale. Nei nostri piccoli paesi, puntualmente la gente mormora, racconta. A volte sono chiacchiere, altre volte ci si azzecca. Agli occhi di molti, le motivazioni che spingono determinate persone a candidarsi non sono così “candide”.

Possiamo notare che ci sono delle figure ricorrenti. E’ quasi immancabile il militare in trasferta che prova a farsi eleggere nella speranza di diventare assessore e quindi ottenere un avvicinamento. Non ogni militare, sicuramente, ma alcuni probabilmente lo fanno per questo. C’è chi ha bisogno di mettere mano sul piano regolatore (o sul Pug) per qualche interesse legato alla sua proprietà o alla sua azienda. C’è chi ha bisogno di dare un aiutino al parente in cerca di lavoro. C’è chi necessita di qualche altro “favore” dal politico o dall’amministrazione. Insomma, il popolo di “bisognosi” è sempre pronto a entrare in lista.

Si vedono persone da sempre in prima linea per uno schieramento, per un’idea, che cambiano di colpo casacca, proprio come quando il vento cambia repentinamente da scirocco a tramontana, e iniziano a sostenere con zelo l’idea opposta e le persone che fino a poco tempo prima erano gli avversari da battere. Sono quelli che più semplicemente possiamo chiamare voltagabbana, che si convertono dopo aver intrapreso un percorso interiore di riflessione che illuminato il loro cammino, o che semplicemente vendono le proprie idee per la promessa di un favorino.
Ci si può aspettare una buona amministrazione da queste persone? Possiamo ritenere che una persona che si candida per un suo preciso scopo personale sia altrettanto attenta al bene pubblico? Non sarà che l’elezione di una persona “interessata” sottrarrà voti o impedirà l’elezione di altre persone che si propongono di amministrare con un bagaglio di idee e soluzioni?

Forse l’associazione non è immediata, ma può esserci un nesso tra cattiva o mediocre amministrazione e conflitti di interesse in capo a consiglieri, assessori o sindaci. In tutto ciò non c’è nessuna allusione ad una situazione in particolare, ma a situazioni che spesso ricorrono e che di certo non giovano all’interesse pubblico.

Il cittadino ha uno strumento importante, quello del voto. Ci auguriamo che ne faccia buon uso. Buon voto!

Marcello Greco

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