I Santi Martiri: siamo in grado di recepire il loro messaggio?

martiri otranto

Il 12 maggio è una data particolare per gli otrantini e per il Salento, la Festa della mamma è il giorno in cui verranno fatti Santi gli Ottocento Martiri. Una giornata attesa da più di mezzo millennio.

Un evento che unisce tutti nel gaudio, ma che non manca di scuotere gli animi e di fornire occasione di discussione nelle piazze reali e virtuali, avvolte con vena polemica, sulla trappola del “populismo” buonista, la faciloneria e la leggendaria forza della fede.

Negli scorsi giorni tramite Facebook, una pagina dedicata all’informazione ed al dibattito sulla cittadina, chiamata “Otranto Rinascimento”, ha scritto il seguente post:

Non si può approcciare la Canonizzazione dei Martiri di Otranto con curiosità soltanto storica o peggio folcloristica, senza prendere in considerazione il messaggio estremamente attuale della testimonianza. C’è da chiedersi innanzitutto perché vale ancora quel gesto di dignità, e una prima risposta è forse che esso indica gli essenziali valori: della vita (ciascuna vita), della libertà, della civiltà cristiana.

Sull’argomento si è espresso anche il giornalista ed esperto di storia locale Elio Paiano, che ha scritto:

I Santi Martiri. Si fa di tutto per evitare di confrontarsi con il loro messaggio. Hanno dimostrato che anche quando tutto è perduto, anche quando un uomo non ha più nulla, neanche la propria libertà, esiste ancora un bene di altissimo valore. Una dignità suprema, non negoziabile, con la quale possiamo vincere qualsiasi battaglia. Riuscire vincitori anche nella morte. Con questo esempio noi, oggi, non siamo in grado di confrontarci più. Perciò lo ignoriamo, trasformando la Proclamazione in un evento folcloristico o relegato ad alcuni fedeli cristiani che ancora credono nei Santi.

Un messaggio, quello dei Martiri, che invita chiunque a prendere una posizione, in un tempo in cui è l’incertezza a farla da padrone.

Restano la storicità e la forza simbolica e fisica dell’irripetibile gesto, ed un post che non ha lasciato indifferenza, ma che fornisce occasione di approfondimento, in un epoca in cui i valori sembrano tendenzialmente più fragili e i rapporti sempre meno pieni di sentimento

Jenny De Cicco

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