Nessuna “quota rosa” in Giunta. Cretì attacca: “principio inaccettabile” e intanto a Santa Cesarea scoppia la polemica

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Non si placano le polemiche riguardo la mancata assegnazione delle “quote rose” nella composizione della giunta comunale di Santa Cesarea Terme.

A finire nel mirino dell’opposizione il decreto sindacale n.4 con il quale, il neo sindaco del comune, Pasquale Bleve, chiarisce la suddetta esclusione.

“Sono stati vani i tentativi preordinati - si legge nella nota del sindaco - ad accettare la nomina all’interno della compagine della giunta comunale dell’unico candidato di sesso femminile presente nella lista di appartenenza”.

Motivazione questa che farebbe pensare ad una rinuncia spontanea da parte dell’unica candidata della lista n.1, Paola Pispico, di entrare nell’esecutivo.

daniele cretì

Daniele Cretì, capogruppo di minoranza

“A noi risulta tutt’altro, - tuona Daniele Cretì, capogruppo di minoranza, - Perché non è stata formalmente acquisita agli atti la rinuncia della signora Pispico”?

Ma il punto che ha fatto maggiormente indignare i due consiglieri di opposizione riguarda l’impossibilità del sindaco - così come da decreto - di individuare personalità femminili in possesso di doti professionali nonché di condivisione dei valori etico-politici propri di questa maggioranza.

“Tali dichiarazioni - sottolinea Cretì - oltre a ledere la dignità umana, sono offensive nei confronti di tutte quelle donne che hanno riposto la fiducia nella persona del sindaco, compresa la signora Pispico candidata nella lista n.1 che l’ha vista vincente”.

Il decreto sindacale si chiude con un ultimo punto che chiarisce l’oggettiva impossibilità di garantire il principio di pari opportunità poiché il sindaco non ritiene compatibile con l’esigenza primaria della governabilità avvalersi della facoltà di nomina di assessori di sesso femminile al di fuori della maggioranza consiliare.

“Tutto ciò è assolutamente inaccettabile - rincara la dose Cretì -. Vorremmo ricordare al sindaco che nel comune di Santa Cesarea Terme ci sono ben 1431 elettrici e lei ha avuto il coraggio di scrivere e pubblicare che sussiste una oggettiva impossibilità di garantire il principio di pari opportunità? Ricordiamo ancora al primo cittadino che l’ art. 46 del D. Lgs 267/2000, come modificato dalla legge n. 215/2012, non dà la possibilità al sindaco di avvalersi della facoltà, ma impone l’ obbligo di nomina di assessori di sesso femminile all’interno della compagine di giunta. La stessa legge - chiude il capogruppo di minoranza - impone di procedere in egual modo anche per le eventuali nomine di componenti del CdA nelle società partecipate”.

Cristian Rizzo

2 risposte a Nessuna “quota rosa” in Giunta. Cretì attacca: “principio inaccettabile” e intanto a Santa Cesarea scoppia la polemica

  1. Mario scrive:

    Questa è la chiara dimostrazione dei limiti che ha la gente del nostro comune! Al bene comune sostituiamo come al solito il proprio interesse! Sappiamo tutti che in lista era stata candidata una donna e che il popolo ha votato consapevolmente 3 uomini! Non perchè maschilista! Ma perchè semplicemente ha avuto fiducia in quelle persone! Si giudichi piuttosto l’operato e non queste fesserie, queste polimiche forzate danneggiano solo la nostra comunità!
    La vecchia amministrazione farebbe bene a valutare i propri errori invece di “cercare il pelo nell’uovo” ora,
    Errori fondamentali che han fatto perdere le elezioni con uno scarto di 500 voti!
    Bisogna costruire una società sana per poter facilitare lo sviluppo del nostro comune che ha bisogno del contributo di tutti indipendentemente da chi compone la giunta!p
    (Questo è il mio pensiero personale, onde evitare commenti a sproposito)

  2. Giada scrive:

    Sig. Mario, in tutta onestà, lei crede che la candidata Paola Pispico, qualora avesse ricevuto anche il doppio delle preferenze rispetto ad uno dei maschetti avrebbe avuto un qualche incarico in giunta? A conferma di questi miei dubbi sono le stesse dichiarazioni del neo sindaco Bleve che dice testualmente:
    di essere impossibilitato ad individuare personalità femminili in possesso di doti professionali nonché di condivisione dei valori etico-politici propri di questa maggioranza. Qui non si tratta di politica spicciola, quella semmai la fà lei con il suo commento. Qui è stata offesa la dignità delle donne, sopratutto la dignità della sua candidata e delle sue elettrici. Non c’entrano i numeri di preferenze ricevute. Ho, purtroppo, il dubbio che la mancanza di “doti professionali” sia una caratteristica del neo Sindaco e non di altri.

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