L’ex “Sambiasi” di Nardò potrebbe diventare un ospedale per migranti; duro Caroppo: “è una sorta di Apartheid alla rovescia”

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E’ uno tra i consiglieri più giovani della Regione Puglia, figlio di un noto politico locale, è stato eletto nella circoscrizione di Lecce con la lista “La Puglia prima di Tutto“.

Andrea Caroppo, 34 anni, non le manda di certo a dire e questa volta, a finire nel suo mirino, è l’assessore al Welfare della Regione Puglia, Elena Gentile. Oggetto di tale diatriba, l’ospedale di Nardò, “San Giuseppe Sambiasi“.

“Con la sua antica cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità, - esordisce Caroppo, - la gente del salento non ha mai avuto bisogno di lezioni in materia di politiche di integrazione. Ma quel che l’assessore Gentile è andata ad annunciare a Nardò, fosse anche per farsi bella con la Ministra Kyenge ivi presente, è riuscito a far scattare di indignazione perfino i suoi stessi compagni neretini. Apprendiamo dalla voce dell’assessore infatti che, il glorioso Ospedale San Giuseppe Sambiasi , che serviva una popolazione di circa 100mila abitanti e che è stato azzerato da Vendola nella più totale sordità nei confronti di ogni genere di appello e di proposta, risorgerà a nuova vita ma soltanto a favore dei migranti, in una sorta di apartheid alla rovescia in cui ad essere discriminati ed esclusi siano i nostri cittadini, che di quell’ospedale sono i veri padroni e per quell’ospedale pagano le tasse. Credo, - conclude il consigliere, - che nemmeno la Ministra Kyenge si sarebbe spinta tanto in la. Quando si dice lo zelo”.

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