Lo scorso febbraio il magistrato Pietro Grasso si è così espresso: “Ci potrebbero essere ancora tante cose gravi da scoprire. E la cosa peggiore, per un magistrato, è intuire e non poter dimostrare, perché la verità giudiziaria non coincide con quella storica”.
Questa affermazione può benissimo rappresentare la base del libro scritto dal giornalista, documentarista e sceneggiatore Giovanni Fasanella, “Una lunga trattativa”. Stato-Mafia: dall’Italia Unita alla Seconda Repubblica. La verità che la Magistratura non può accertare (edito da “Chiarelettere”). Il volume verrà presentato domani 9 agosto, alle ore 21, presso la località di Santa Maria al Bagno, frazione del comune di Nardò.
Nel suo ultimo lavoro editoriale, Fasanella vuole metterci di fronte ad una scomoda verità: la mafia è stata una risorsa decisiva per lo Stato italiano, sin dai primi movimenti unitari, offrendo appoggio anche militare a chi vigilava sul controllo “democratico” del paese e talora a chi sosteneva veri e propri disegni eversivi. L’autore del libro inserisce tutti gli eventi più importanti della storia italiana: dall’avanzata di Garibaldi, all’alleanza col fascismo, alle stragi del dopoguerra, agli attentati a Falcone e Borsellino. In ognuno di questi e di altri episodi, Fasanella spiega come e perchè tutto abbia sempre avuto come base la cosiddetta “trattativa Stato-mafia”.
Il giornalista ricorda però come purtroppo la magistratura non ce la può fare da sola a spaccare questa crosta spessa di bugie e inganni, e la cosa peggiore, sostiene Fasanella, è che gli italiani sono inconsapevolmente inseriti in una partita a scacchi come spettatori passivi, collaboratori o anche eroi, fino alla morte.
“Una lunga trattativa” verrà illustrato alla presenza e con gli interventi di Antonio De Donno ((Procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce), Andrea Apollonio (giornalista e studioso dei fenomeni mafiosi) e Marcello Risi (sindaco di Nardò). Il moderatore della serata sarà invece Livio Muci, responsabile del “Presidio del Libro” di Nardò.
Alessandro Chizzini





