Che la provincia di Lecce stesse risentendo in maniera pesante della crisi economica non è certo una novità, né una notizia sensazionale. Adesso, però, ci pensa la Camera di Commercio di Lecce a delineare un quadro davvero inquietante diffondendo, in occasione della Giornata dell’Economia di ieri, i dati economici delle circa 80 mila imprese locali. In ogni settore economico e finanziario, il Salento registra una costante tendenza al ribasso, con la sola esclusione dell’agroalimentare che, al contrario, si conferma un comparto in crescita e di incoraggianti prospettive, forse favorito, paradossalmente, proprio dalle enormi difficoltà sofferte da tutto il circuito economico salentino.
Durante la presentazione delle statistiche, il presidente della CCIAA di Lecce Alfredo Prete ha avuto modo di ricordare come l’organismo che rappresenta si sia da sempre adoperato nel prestare aiuto e sostegno ai propri iscritti, ma questi sforzi si rivelano poco efficaci se non accompagnati da idonee politiche messe in atto dal governo nazionale. Secondo Prete, il governo deve agire in fretta con delle riforme che consentano il rilancio dell’economia; questo deve essere il primo e più importante passo di cui dovrà essere protagonista il nuovo esecutivo, secondo la Camera di Commercio leccese.
Una delle prime accuse mosse dal presidente Prete riguardano i bandi regionali, la cui soglia di partecipazione è stata alzata oltre i 10mila euro di fatturato, togliendo competitività alle più piccole imprese salentine. L’indagine mostra poi un notevole aumento delle partite Iva, la cui origine è da rintracciarsi soprattutto nella difficoltà, riscontrata soprattutto dai giovani, di ottenere un contratto regolare; e a questo proposito, drammatico è il dato sulla disoccupazione, cresciuta del 23%. Un dato che ne accompagna un altro altrettanto preoccupante: il 90% di richiesta di cassa integrazione registrato nel 2012, dovuto molto probabilmente anche all’estensione della cassa integrazione in deroga.
La crisi che attanaglia il Salento si esprime inoltre con il calo delle esportazioni, un settore che non ha mai contributo allo sviluppo economico del territorio. Secondo lo studio della Camera di Commercio, le già ridotte esportazioni sono calate del 27,1%.
Insieme alla mancanza di lavoro, la peggiore piaga del tessuto imprenditoriale salentino è rappresentato dall’estrema difficoltà di accesso al credito. Un quadro che viene descritto in maniera chiara dal livello raggiunto dai tassi d’interesse a breve termine: la provincia di Lecce tocca una media del 9,7%, ben al di sopra della media nazionale, ferma la 7,8%.
Lo studio della CClAA descrive quindi una realtà dura e preoccupante e il solo settore agroalimentare molto probabilmente non sarà in grado da sola di rilanciare la nostra economia; e sono gli stessi imprenditori, soprattutto quelli operanti nei settori del commercio e dell’edilizia, a esprimere pessimismo per il futuro delle loro proprie attività.
Alessandro Chizzini





