Propende per la prima ipotesi Rocco Ciardo, il Consigliere comunale capogruppo di La Puglia prima di tutto, il partito fondato da Raffaele Fitto e molto vicino al PDL.
A suo parere «ha il sapore di un “intervento punitivo”, il provvedimento che ha disposto la chiusura della zona esterna de Il Barroccio, una misura preventiva che non tutela alcunché e piuttosto penalizza una struttura che offre lavoro a otto famiglie. Soprattutto in questo particolare momento storico di profonda crisi economica e occupazionale, spiace constatare che non si riesca ad attuare una procedura che accompagni il cittadino lavoratore verso la regolarizzazione di eventuali anomalie senza penalizzare così pesantemente l’attività lavorativa…
Da tecnico intendo precisare che la vicinanza a un monumento, l’Obelisco, di grande pregio storico impone senza dubbio che con questo la struttura debba armonizzarsi, ma non esiste alcun vincolo paesaggistico sulla zona nella quale sorge il bar… In definitiva auspico che nel più breve tempo possibile si possa trovare una via di conciliazione per consentire al bar di lavorare serenamente nel rispetto delle leggi, delle regole e dei numerosi avventori che trovano riparo sotto quella tettoia della discordia».
Tra i frequentatori del bar, sui social network, continuano i messaggi di solidarietà per i gestori del bar, di indignazione, di rabbia. C’è chi pensa ci sia qualcosa dietro, un interesse di qualcuno, o qualche inimicizia e quindi abbiano voluto fargliela pagare. Molti fanno notare come ci sia stato in questa occasione un eccesso di zelo da parte della Polizia Municipale di Lecce per una questione di centimetri che non provoca alcun deturpamento ambientale e paesaggistico, mentre il Salento è devastato da gravi e ripetuti abusi edilizi, che stanno effettivamente distruggendo il territorio.
E’ vero, il Salento sta morendo di abusivismo e non certo per delle piccole tettoie. Non si può non notare come la tolleranza zero abbia colpito un piccolo bar per una questione di poca roba, mentre molto spesso costruzioni abusive di abitazioni, palazzi, villaggi turistici, passano (quasi inspiegabilmente) inosservate agli organi preposti al controllo.
Non possiamo però dire che nel nostro caso i vigili urbani di Lecce abbiano usato due pesi e due misure. O quantomeno non si è a conoscenza di episodi di disparità di trattamento.
A questo punto cosa si rimprovera alla Polizia Municipale di Lecce? Cosa avrebbero dovuto fare i vigili? Non effettuare controlli? Verificare l’irregolarità e fare finta di niente?
Hanno operato secondo diritto e questo è validato anche dal provvedimento del magistrato che ha disposto il sequestro, salvo eventuali diverse valutazioni nel caso i proprietari del Barroccio decidano di proporre ricorso.
Forse il problema è a monte, nelle valutazioni effettuate dall’Ufficio tecnico, che ha negato l’autorizzazione al Barroccio. Oppure non c’entra nemmeno l’Ufficio tecnico.
Forse la causa di tutto è nelle norme urbanistiche approvate dal Comune di Lecce, sulla base delle quali le tettoie risultano abusive.
Ma se le norme vengono stabilite è perché ci si attende che vengano rispettate e fatte rispettare. Se non si è d’accordo con queste norme si possono criticare, si può insistere affinché vengano cambiate. Ma finché sono in vigore che si fa?
Marcello Greco





