Nasce il Coordinamento di tutela del territorio magliese, promosso da attivisti di diversa estrazione e gente comune. Il tema principale, ma non esclusivo, è il piano di lottizzazione della zona Franite, presentato dalla Giunta comunale lo scorso 24 gennaio, che fin da subito ha ottenuto la contrarietà delle opposizioni in Consiglio.
All’incontro inagurale del Coordinamennto, tenutosi il 17 aprile scorso, sono intervenuti Luigi Gianfreda (segretario della sezione del Partito Democratico di Maglie), Gabriele Toma (Movimento 5 stelle di Maglie), Giancarlo Costa Cesari (responsabile della Biblioteca di Sarajevo), Oreste Caroppo (referente di Forum ambiente e salute), Roberta Culiersi (Lista per cambiare Maglie), Maria Teresa De Maggio (di Sinistra ecologia e libertà). Non ha presenziato all’incontro Antonio Marotta (consigliere comunale dell’Unione di centro) che pure ha espresso delle riserve critiche verso il piano di lottizzazione.
Il piano prevede la costruzione di circa quaranta villette a schiera in una zona dove sono presenti diversi beni meritevoli di tutela, che rischierebbero la distruzione e il depauperamento. In particolare sono rilevati undici antichi edifici rurali, quattro cisterne, tre fosse per la conservazione delle derrate alimentari, un parmento probabilmente utilizzato per la spremitura delle olive diversi reperti archeologici, il viale interpoderale e un menhir. Tuttavia i progettisti che hanno realizzato il piano di lottizzazione avevano indicato solo la presenza di questi ultimi due.
I promotori sono concordi sulla necessità di proteggere questo patrimonio storico e culturale e nel ritenere la zona delle Franite come il polmone verde di Maglie, che i cittadini magliesi da anni utilizzano per fare corsa, passeggiate a piedi e in bicicletta. Ed è, oltre alla Villa Tamborino, l’unica area verde ormai rimasta nel territorio magliese.
Tuttavia il dibattito aperto dal Coordinamento non è incentrato solo sulle Franite, ma più in generale verso la concezione dell‘urbanistica della città di Maglie, ferma ancora al piano regolatore approvato nel 1999, considerato vecchio e inadeguato, proprio in un periodo in cui sono sempre più i comuni che stanno adottando il più moderno strumento urbanistico del PUG (piano urbanistico generale). In particolare si osserva come negli ultimi anni, mentre il numero di abitanti magliesi è andato dimunendo, contestualmente il numero di edifici residenziali ha continuato a registrare un aumento.
L’idea è quella di utilizzare il dibattito sulle Franite come volano di un nuovo sviluppo cittadino, difendere il territorio e il paesaggio dalle speculazioni edilizie, spingere verso l’adozione di un piano urbanistico che preveda il rilancio culturale anche del centro cittadino e un aumento dello spazio verde pubblico.
L’obiettivo primario del comitato è quello di coinvolgere tutti i cittadini magliesi, renderli partecipi di quanto stia accadendo e raccogliere delle proposte per la rivalutazione della zona delle Franite, che siano in linea con le esigenze di salvaguardia dei reperti archeologici, del verde pubblico, dello sviluppo sostenibile.
Le proposte finora avanzate dal Coordinamento a proposito di quest’area sono diverse, a partire dall’opposizione con qualsiasi strumento politico e giuridico al piano di lottizzazione, proponendo come alternativa la destinazione dell’area a verde pubblico, la realizzazione di percorsi cicloturistici, l’istituzione di un museo dell’agricoltura con il coinvolgimento dei limitrofi comuni di Muro leccese e Scorrano. In generale l’obiettivo è quello di avere un ripensamento generale delle politiche urbanistiche magliesi, auspicando che venga presto approvato un PUG adeguato alla nuova realtà a magliese e alle esigenze concrete della comunità.
Al fine di coinvolgere e sensibilizzare maggiormente la comunità magliese verso queste tematiche è stato proposto l’allestimento di una mostra con fotografie e dipinti riguardanti le Franite, nonché l’organizzazione di una maratona dilettantistica, in collaborazione con le associazioni sportive locali e con l’associazione Libera, il cui percorso preveda il passaggio vicino all’area, in modo da realizzare un momento di aggregazione in quel luogo.
Marcello Greco




