Il candidato sindaco della lista numero 1 “Cambiare si può”, Pasquale Bleve, parla del suo programma politico chiedendo ai cittadini di Santa Cesarea Terme di voltare pagina.
Gentile Dott. Pasquale Bleve, cominciamo con una domanda strettamente personale: è contento di essersi candidato come sindaco del comune di Santa Cesarea Terme o ha avuto qualche ripensamento?
Io mi sono candidato perché sono convinto di poter contribuire allo sviluppo del nostro territorio e facilitare la crescita economica della nostra comunità e dei miei concittadini. Da questo punto di vista sono contento e non ho avuto alcun ripensamento.
Molti parlano di Santa Cesarea come la “perla” del salento, come la terra del benessere, parlano del vostro mare perfino illustri riviste estere come il “Sunday Times”, ecco, in questo particolare momento storico, cosa manca ancora a Santa Cesarea affinché sia leader del settore turistico del nostro territorio?
Santa Cesarea ha la bellezza che la natura ci ha concesso, ma mancano benessere, infrastrutture e servizi.
Come intende interfacciarsi con la società Terme? Considerando che negli ultimi anni i rapporti tra le due istituzioni si sono molto raffreddati. Ricordiamo come nel Febbraio 2013 le due istituzioni non se le sono mandate a dire, il comune accusò la Regione di “5 anni di perdite e futuro fallimento”, l’ente Barese accusò l’amministrazione Comunale di essere “antisociale”. In che modo intende riallacciare i rapporti?
Bisogna smetterla con i duelli a mezzo stampa e/o nelle aule giudiziarie. La Terme spa è importante per la nostra comunità, è una straordinaria opportunità per lo sviluppo del territorio. Bisogna individuare insieme un progetto di sviluppo ed una gestione condivisa e improntata al bene comune. Qualora io ed i miei candidati fossimo chiamati ad amministrare il comune cercheremo con la Regione il dialogo e il confronto per affrontare e risolvere i tantissimi problemi sul tappeto. E se per fare ciò dovrò andare a Bari e magari fare sit-in o pernottare per sederci attorno allo stesso tavolo con il socio Regione; non mi tirerò indietro. Inoltre in questo processo saprò coinvolgere il Consiglio comunale (nella sua interezza minoranza compresa), le forze politiche e sindacali, gli operatori del settore. Il socio Regione deve capire che bisogna dare soluzioni ai tanti problemi. Tutti insieme con un solo obiettivo, una sola idea di sviluppo e nel solo ed unico interesse: quella del nostro territorio, dei nostri lavoratori e delle loro famiglie.
Quali sono i punti più significativi del suo programma?
Partiamo dal Piano Urbanistico Generale: lo considero la Magna Carta del futuro urbanistico della Città di Santa Cesarea Terme e delle sue frazioni. L’esigenza di adeguamento nasce dal fatto che l’ultima variante urbanistica risale ad oltre vent’anni fa, un periodo di tempo in cui sono intervenuti non solo nuovi strumenti sovraordinati come i P.U.T., i D.R.A.G e i S.I.C., ma soprattutto è emersa con forza una nuova e diversa sensibilità nei confronti dell’ambiente. Per fare ciò va individuato un metodo ed un percorso che permettano a tutti i cittadini e anche agli operatori, nelle varie fasi della sua elaborazioni di dare un contributo attivo e propositivo nei vari passaggi. In particolare riteniamo importante il coinvolgimento dei nostri giovani laureati in materie urbanistiche e dei nostri tecnici.
Turismo: volano di crescita socio-economica, di possibilità occupazionale che va ad integrare un economia tradizionalmente e prevalentemente agricola e povera. In questi anni non sono mancate le idee, non sono mancati gli operatori economici del settore, non sono mancati giovani in gamba e capaci che hanno avuto voglia di fare e cimentarsi in attività in proprio, non sono mancate e non mancano personalità della cultura che amano Santa Cesarea Terme. Io voglio incentivare, sostenere e stimolare tali idee innovative. Strutture come “il baretto” non solo non l’avrei chiuse ma avrei stimolato la crescita di altre strutture. Con il turismo dobbiamo garantire continuità occupazionale.
Istituto Professionale Alberghiero: è l’eccellenza nell’istruzione turistica in Puglia. Ai nostri giovani, e sono tanti che si formano nel nostro istituto, possiamo e dobbiamo garantire aggiornamento, formazione e concrete e gratificanti opportunità di lavoro, al fine di evitare la fuga di risorse umane verso il Nord ed altre località turistiche.
Arredo urbano: c’è bisogno ancora di sistemare le aree a verde, metanizzare quei tratti di strade oggi ancora sprovviste, sistemare vecchie e nuove strade.
Discese a mare: le aree attualmente balneabili sono nel centro e precisamente: Tamborrino, accessibile solo per i condomini; la piscina solfurea ed il Caicco di proprietà delle Terme; la Pietra del Cavolo, impervia e poco accessibile; il Ciularo, impervio e a rischio crollo; Fontanelle-Archi, accessibile ma chiuso alla balneazione per rischio caduta massi da circa 4 anni. E’ necessaria la programmazione e la realizzazione di discese a mare anche in altri posti e renderli accessibili; vi sono tecniche e possibilità di intervento ecocompatibili cui possiamo ricorrere per superare questa eterna e perdente diatriba tra conservazione dell’ ambiente e sviluppo; dobbiamo capire che questi due termini non sono contrari ma possono essere sinonimi.
Democrazia e partecipazione: l’impegno che mi sento di prendere con gli elettori è quello di mantenere un rapporto diretto e di collegamento costante, costruttivo e partecipativo, non solo informativo, tra cittadini e pubblica amministrazione.
Interventi sul sociale: se sarò eletto sindaco, rinuncerò all’indennità di carica per azioni e progetti di solidarietà. Istituirò un fondo di solidarietà a diretta responsabilità del sindaco e di un garante terzo con il quale aiuterò quelle famiglie e quei giovani che hanno momentaneamente e veramente bisogno. Tutto questo nella ferma convinzione che l’attività politica e amministrativa è un servizio sociale e di volontariato verso la nostra collettività. Non considero l’attività politica e amministrativa come un espediente per ricavare un reddito mensile.
Abbiamo seguito tutti la vicenda dei sigilli a Porto Miggiano. Ecco, Lei è favorevole a tutta questa campagna di sensibilità che si è creata intorno a questo bellissimo “posto” di Santa Cesarea, o è contrario?
Porto Miggiano è stato chiuso dall’Autorità Giudiziaria, l’Amministrazione Comunale ne ha richiesto il dissequestro di una parte in vista della stagione estiva. Tale richiesta è stata rigettata e l’Amministrazione Comunale ha predisposto nuova opposizione. Io sono convinto che la Giustizia debba fare il suo corso. Il problema a mio avviso è sempre lo stesso: non si può realizzare un opera che oltre a consolidare il costone roccioso crei una discesa a mare senza che tutto ciò sia inserito in uno sviluppo armonico del territorio che miri a contenere la cementificazione. Il primo obiettivo deve essere l’adeguamento del Piano Urbanistico Generale che risale al 1987, parliamo di quasi trent’anni. Il sottoscritto era appena nato.
Faccia un appello agli elettori.
Il 27 e 28 di maggio chiedo il consenso al sottoscritto e alla mia lista perché “cambiare si può” e noi vogliamo cambiare. Noi non vogliamo continuità, ma vogliamo raggiungere i nostri obiettivi di programma. Se i cittadini ci daranno il loro consenso, garantiremo il nostro impegno e la nostra dedizione ad affrontare e risolvere i tanti problemi sul tappeto.
Cristian Rizzo






Adesso i fatti ed a Santa Cesarea c’è molto da fare.