Lecce, continua la protesta dei netturbini. Un operaio investito durante il corteo .

cassonetti rifiuti

Immagine di repertorio

Continua il presidio degli operatori di Axa ed Ecotecnica, le aziende che svolgono il servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Lecce.
I lavoratori non ci stanno alla decurtazione di 200 euro annuali sullo stipendio decisa dal Comune per fronteggiare le notevoli difficoltà finanziarie in cui versa. Ricordiamo che Lecce è uno dei comuni più indebitati d’Italia.

Il taglio deciso dalla Giunta Perrone porterebbe ad un risparmio di circa due milioni di euro all’anno ed è diretta conseguenza della riduzione dei trasferimenti statali verso gli enti locali (la spending review voluta dal governo Monti).
L’alternativa proposta da Palazzo Carafa è quella di collocare 15 operai in mobilità. Ma questa proposta è stata considerata più una provocazione che una soluzione. E così, dopo diversi incontri seguiti sempre da fumata nera, la protesta continua, tra cassonetti e cestini colmi di immondizia, che ormai straborda anche per le strade.

A quanto pare, però, il taglio della busta paga è solo l’elemento più vistoso della protesta. In realtà i sindacati denunciano una situazione ben più grave. A loro dire il personale è insufficiente a garantire un servizio efficiente e spesso i netturbini sarebbero costretti a svolgere delle mansioni extra non retribuite. Inoltre sono in discussione anche alcune scelte gestionali nelle assunzioni, che avrebbero portato ad inserire personale di IV e V livello (con mansioni d’ufficio), anziché rinforzare il personale addetto alla raccolta dei rifiuti, di cui invece si avrebbe realmente bisogno.

Intanto venerdì un operaio di Ecotecnica cinquantanovenne è stato investito da un automobilista che ha forzato il corteo nei pressi di Viale Europa e senza nemmeno prestare soccorso alla vittima. L’operaio è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza del 118. Ha riportato delle fratture alle costole. Secondo quanto dichiarato dai testimoni, che hanno anche annotato il numero di targa, l’investitore avrebbe esibito un tesserino della Guardia di finanza.

Marcello Greco

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