La Provincia di Lecce è attivissima nella battaglia contro il femminicidio e, in generale, la violenza sulle donne. È questo il messaggio che lancia l’assessore provinciale alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Filomena D’Antini Solero, replicando nel contempo alle dichiarazioni di Serenella Molendini; la consigliera regionale delegata alla Parità avrebbe infatti messo in discussione l’operato della Provincia in merito la violenza sulle donne durante il tavolo istituzionale convocato ieri a Bari dall’assessore Elena Gentile sul tema del femminicidio.
“Forse la consigliera regionale di Parità –spiega la D’Antini Solero- non conosce l’operato delle province e, probabilmente, essendo a capo di un organo esterno agli assessorati, non conosce le attività degli stessi, né tantomeno i rapporti esistenti con l’assessorato regionale di riferimento”.
L’assessore provinciale poi rilancia e rincara la dose: “Dei 2milioni e 300mila euro impegnati dalle Regioni a favore delle Province, soltanto 100mila sono pervenuti alla Provincia di Lecce, a dire della Regione per questioni legati al Patto di Stabilità. Voglio inoltre ricordare a Serenella Molendini che il finanziamento regionale sarebbe dovuto pervenire all’indomani dell’approvazione dei Pil provinciali, avvenuta da oltre un anno. Ad oggi è arrivata soltanto una prima parte del finanziamento che è stata puntualmente investita nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione sul tema del femminicidio e della tutela di donne e minori. Partirà nei mesi estivi, infatti, anche una rassegna teatrale dal titolo ‘Colpi di genio’”.
L’assessore ricorda poi che la Provincia di Lecce ha attivato il Primo Piano Provinciale Antiviolenza per donne e minori, attraverso il quale sono stati messi in rete sei centri antiviolenza realizzati in altrettanti Ambiti Territoriali Sociali; l’Ambito di Lecce ha inoltre riconosciuto il Centro “Renata Fonte” come centro di riferimento per il territorio. Non meno importante, infine, l’attivazione da parte della Provincia del CAIA, il centro provinciale che si occupa di violenze tra le mura domestiche e che interagisce proprio con l’Ufficio della Consigliera di parità per le violenze sui posti di lavoro.
Filomena D’Antini Solero si augura poi che “la proposta di legge delle deputate Giulia Bongiorno e Mara Carfagna, divenga una delle priorità del governo. Il femminicidio deve essere considerato un’aggravante specifica e occorre punire con l’ergastolo l’omicidio di una donna in quando donna, considerando aggravante quando l’omicidio è preceduto da anni di violenze e maltrattamenti. Auspico infine che si possano allungare i tempi di prescrizione di questi reati, così da garantire la certezza della pena”.
L’assessore provinciale si dimostra aperta a tutte le iniziative che possano frenare questa drammatica piaga italiana, prendendo con favore l’idea del ministro Cancellieri di introdurre il braccialetto elettronico per chi si rende protagonista di reati di stalking.
Alessandro Chizzini





