“Colpi di genio”, il teatro contro la violenza

Immagine “Colpi di genio”, il teatro contro la violenza

La violenza su donne e minori, un tema purtroppo sempre attuale e da combattere con ogni strumento possibile. Magari anche attraverso un’arma coinvolgente e artistica come il teatro.

A ciò punta “Colpi di genio”, rassegna teatrale promossa dall’Assessorato alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Provincia di Lecce, che verrà presentata domani, venerdì 26 luglio, alle ore 11, presso Palazzo Adorno di Lecce. L’obiettivo dell’iniziativa è proprio quello di dare avvio ad una campagna di sensibilizzazione ed educazione sul tema della violenza a donne e minori.

Interverranno il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Filomena D’Antini Solero, i presidenti degli Ambiti Territoriali Sociali, i responsabili dei Centri Antiviolenza (CAV) e i rappresentanti delle 14 compagnie teatrali che hanno partecipato all’Avviso pubblico per candidare le proprie idee.

Inserito nel Piano provinciale antiviolenza su donne e minori, ideato dall’assessorato alle Politiche sociali della Provincia di Lecce con il contributo dei 10 Ambiti territoriali sociali, “Colpi di genio” prevede la realizzazione di una vera e propria rassegna teatrale tematica itinerante per sensibilizzare e contrastare il fenomeno della violenza sulle donne e sui bambini.

Le compagnie teatrali selezionate, che porteranno in scena alcune opere in diversi Comuni del Salento, sono: Aletheia Teatro con “Emilia se tu avessi parlato”; Teatrodanza Duende con “ Lacrime”; Teatroterra Messapia con “Incontri del quarto tipo”, Recinti Te’menos con “Blackbird”; Teatro Solatia con “ Si fa prima a non dire niente”; La Busacca con “Medea”; Compagnia Salvatore Della Villa con “Il Dio del male”; Chiari di Luna con “Medea, donna d’ogni tempo”; Calandra con “Voci di donne”; Asfalto Teatro con “ Non bastano i fiori”; Protopapa con “Giù le mani da Maria”; Salento A.S.S.I. Onlus con “ Solo Dio lo sa”; Neroghi con “La storia delle disobbedienti”; Koreja con “La parola padre”.

Alessandro Chizzini

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