Elegante, raffinato, sobrio, energico e toccante, è questo Uli Jhon Roth, chitarrista degli Scorpions fino al 1977 che ieri sera al Glass in rock di Maglie ha strabiliato il pubblico con un concerto mozzafiato. Sessantuno anni suonati in tutti i sensi e uno stile vintage nell’aspetto e nella gestualità, lunghi capelli grigi che scendono sulle spalle fermati da una bandana legata sulla fronte mentre le mani, il cui tempo sembra non passare mai, corrono sulla chitarra per poi sollevarsi in aria come se volessero far librare le sue note al vento. Tecnica ricercata, suono pulito e raffinato, il suo raggio d’azione va dall’Heavy metal all’Hard rock con uno stile che nasce dal blues, suo grande mentore Jimi Hentrix, per evolversi e fondersi con la musica classica.
Qualche problema tecnico non ha distratto i musicisti né il pubblico, rapito e intento a seguire la scaletta: dai successi degli Scorpions come Pictured Life e I’ve Got To Be Free, brani della sua carriera da solista e un tributo a Jimi Hendrix con All Along The Watchtower, Purple haze e una sua personalissima versione di Little Wing chiudendo con una riproduzione dell’inno americano che il maestro suonò a Woodstock entrando nella storia. Lo hanno accompagnato alla batteria Jhon Macaluso, drummer di talento che ha visto accanto al suo nomi come Simphony X e Malmsteen, il cantante Niklas Turmann e al basso l’italiano Simone Massimi, entrambi molto giovani ma dalle grandi doti.
Luana Campa





