L’Università del Salento riparte da Vincenzo Zara. Dopo intercettazioni, scandali e polemiche degli scorsi mesi, il Professore Ordinario di Biochimica è il nuovo Rettore dell’ateneo pugliese.
L’elezione è avvenuta nel pomeriggio di ieri, 10 luglio, quando Zara ha raggiunto il quorum di 477 voti, soglia non raggiunta nel turno di votazione del giorno precedente, che aveva comunque visto il nuovo Rettore ottenere il maggior numero dei consensi. Zara ha ricevuto 506,20 preferenze (pari al 69,65%), contro le 198,20 (27,27%) del prof. Michele Carducci. Fondamentale per il raggiungimento del quorum è stato l’appoggio del prof. Giovanni Laudizi, che aveva ritirato la sua candidatura dopo la prima votazione per far confluire i suoi voti proprio verso il nuovo Rettore.
Vincenzo Zara, nato a Spongano il 22 maggio 1959 ha ottenuto nel 1983 la laurea con lode in Farmacia presso l’Università di Bari, conseguendo nello stesso anno l’abilitazione professione ancora una volta con il massimo risultato (250/250). Nel 2001 diventa Professore Ordinario di Biochimica presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento e ha ricoperto finora il ruolo di Prorettore con delega alla didattica.
“Ringrazio la mia squadra, i docenti, il personale amministrativo e gli studenti –ha dichiarato il successore di Laforgia dopo l’ufficialità della sua elezione-. Sono convinto più che mai del percorso che ho scelto di intraprendere, che rappresenterà per me una grande opportunità di crescita umana. Il mio obiettivo è quello di portare avanti un progetto che possa basarsi sulla realizzazione di obiettivi condivisi, soprattutto con persone che mi accompagnino in questa avventura con passione ed entusiasmo. Voglio avviare una nuova stagione del dialogo, soprattutto con studenti e sindacati”.
Stimato dai colleghi e dallo stesso suo predecessore Domenico Laforgia, ma soprattutto apprezzato dagli studenti che hanno appoggiato la sua candidatura, Vincenzo Zara sembra la persona giusta per dare nuova linfa vitale all’ateneo salentino e rilanciare l’immagine. Sarà il tempo a decretarlo. Di certo, l’Università del Salento ha bisogno di cambiare rotta.
Alessandro Chizzini





