
Se ne è andata in punta di piedi Maria Luisa Bene. Con umiltà e discrezione, così come aveva sempre vissuto, si è spenta a 74 anni nella sua casa di Santa Cesarea Terme.
I funerali, tenutisi ieri, alla presenza di pochi parenti ed amici, sono la conferma della semplicità della donna.
Una donna determinata Maria Luisa, mai sotto la luce diretta dei riflettori ma comunque impegnata nell’affermazione della cultura e nel ricordo di suo fratello Carmelo, il celebre intellettuale a cui era molto legata.
Circa due anni fa aveva intrapreso una battaglia per difendere la casa natale, in cui lei ed il celebre fratello avevano felicemente vissuto e fonte d’ispirazione delle prime opere di Carmelo Bene. Il suo sogno era quello di trasformare l’abitazione in un museo dedicato all’artista, con le opere originali, le poesie scritte e le foto. Il Tribunale di Lecce però, a causa della situazione debitoria di Maria Luisa, aveva messo l’immobile all’asta.
A nulla è servita la protesta dei cittadini di Santa Cesarea e di molti celebri amici, tra cui Maurizio Costanzo. La casa è poi stata venduta al miglior offerente e con essa i ricordi, spariti nel nulla come in una densa coltre di fumo bianco.
Come direbbe il maestro:
La morte è la vita: la vita è un coma che comincia nelle acque maternali e poi segue fino alla morte della morte perché il morir è il morir della morte, la ci aspetta l’inanimato, la vera pace, la vera quiete di cui noi non saremo mai a conoscenza. La morte è la morte per sempre e non questa anticamera del morir la morte.
Cristian Rizzo




