Era stato ritrovato agonizzante in campagna dal figlio; da lì era iniziato il calvario per il 68enne Giorgio Lanzilao di Ortelle, lunghe ore di sofferenza trascorse nelle strutture ospedaliere di Poggiardo prima, Scorrano poi e infine Tricase, dove l’uomo si è spento; era il 22 agosto scorso.
A una settimana dall’accaduto, la morte dell’uomo, conosciuto e stimato da tutta la piccola comunità ortellese, non ha ancora una risposta e solo stamattina è stata eseguita l’autopsia presso il “Vito Fazzi” di Lecce, ad opera del medico legale Alberto Tortorella su incarico del pm della Procura di Lecce, Roberta Licci.
I Carabinieri di Tricase erano già entrati in possesso delle carte cliniche dei tre ospedali nelle ore successive il decesso, ma la novità di oggi è l’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone, tra medici e infermieri, impiegate negli ospedali coinvolti nella vicenda. Omicidio colposo è l’ipotesi di reato su cui stanno indagando gli inquirenti; si sta valutando l’eventuale negligenza degli operatori sanitari nelle cure prestate all’uomo, soprattutto per il tempo trascorso dal primo ricovero di Poggiardo all’ultimo disperato tentativo di salvarlo presso l’ospedale di Tricase; circa otto ore durante le quali nessuno è stato in grado di capire le cause delle sofferenze del pensionato ortellese.
Questa è stata proprio la denuncia dei familiari dopo la morte del loro congiunto, che ad amici e parenti hanno sfogato la loro rabbia sull’atteggiamento tenuto dagli operatori presenti in quell’istante, accusati di aver gestito il caso con troppa sufficienza e di essersi limitati, tra le altre cose, a spiegare le sofferenze dell’uomo con una semplice insolazione.
Nelle prossime ore, a partire dalle 16:30, si terranno i funerali di “Gino”; ora sarà possibile salutarlo per l’ultima volta, dopo oltre una settimana di dolorosa attesa dei familiari e di chi gli voleva bene.
Alessandro Chizzini





