Sui fondali di Torre Veneri, proprio in un Sito di Interesse Comunitario (SIC), non distante dall’oasi WWF Le Cesine, e le zone protette del Parco Rauccio, è stato scoperto un teatro di guerra agghiacciante, con relitti, ordigni esplosi e altri inesplosi, bossoli, ogive, perforatori, e altro ancora.
In oltre 50 anni, da quando la base è diventata operativa sotto il controllo Nato, sono state effettuate innumerevoli operazioni di addestramento militare anche con l’utilizzo di artiglieria pesante. Ma non è stata mai effettuata una bonifica. Il risultato: i fondali sono stati avvelenati.
Ora questa vergogna è venuta alla luce, grazie al video realizzato da Valentina Nicolì e Andrea Gabellone e pubblicato sul sito www.linkiesta.it .
Il dubbio più inquietante ora riguarda l’utilizzo o meno del famigerato uranio impoverito e di altri materiali altamente inquinanti.
Già nel 2007 una Commissione parlamentare d’inchiesta aveva disposto un sopralluogo, che però fu pressoché infruttuoso, in quanto i controlli non furono approfonditi. L’anno scorso un secondo sopralluogo non ha portato a risultati migliori, mentre la relazione conclusiva dei lavori esclude la presenza di uranio impoverito a Torre Veneri.
Ma questo non basta a dissipare i dubbi. Innanzitutto le schede tecniche sul materiale utilizzato al Poligono non sono mai state consegnate, nonostante le esplicite richieste da parte della Commissione. In secondo luogo, nel 2009 è stato testato il nuovo carro armato “Freccia“, per essere utilizzato in Afghanistan, il quale utilizza proiettili all’uranio impoverito. Essendo improbabile che il carro armato sia stato caricato a salve, c’è da chiedersi in cosa sia consistito il test di questo mezzo, se sia bastato fare un giro di pista, la prova dell’alce o il crash test Euroncap.
Intanto è in corso un’indagine contro ignoti per gestione illecita dei rifiuti nel Poligono, avviata lo scorso dicembre dal sostituto procuratore di Lecce Elsa Valeria Mignone. L’indagine dovrebbe portare a stabilire se, oltre ad essere stata contaminata attraverso le esercitazioni, l’area sia stata deliberatamente scelta per smaltire illecitamente dei rifiuti.
Ci si augura che venga fatta piena la luce, pur sapendo che ciò che scopriremo non sarà bello.
Marcello Greco





