Rifiuti abbandonati, a Diso qualcuno non è d’accordo

Un messaggio anonimo dai toni forti e sarcastici è comparso nei pressi di un’area del paese oggetto di abbandono indiscriminato di scarti casalinghi e di lavoro.

Il messaggio comparso a Diso

I salentini lo vivono a proprie spese da anni. Il sistema di raccolta e smistamento dei rifiuti della provincia di Lecce lascia spesso a desiderare: impianti di trattamento non sempre correttamente funzionanti, difficoltà economiche che spesso hanno portato gli operatori a intraprendere scioperi e azioni di protesta e, a dispetto di un servizio inadeguato, tariffe sempre più alte gravanti sulle tasche dei cittadini. A contorno di tutto questo, inoltre, la presenza di cumuli di rifiuti abbandonati indiscriminatamente nelle campagne e lungo i bordi delle strade periferiche.

Liberarsi irregolarmente dei propri scarti rappresenta sicuramente un pericolo per l’ambiente, mentre l’associazione di questa triste pratica al pesante peso tributario richiesto dalle istituzioni costituisce invece un vero paradosso.

Così la pensano in molti, compreso anche un anonimo cittadino di Diso che, in un modo piuttosto originale, ha contestato queste tipologie di atteggiamenti. Un nostro lettore ci ha infatti inviato delle fotografie che ritraggono un angolo di strada del comune salentino costituito da un muro danneggiato e con una rete a protezione di quel punto. Al di là della parete, però, si trova un terreno naturale e alberato scelto da qualcuno come “sede di conferimento dei propri rifiuti”.

I rifiuti abbandonati a Diso

Qualcuno non ha però apprezzato quanto apparso sotto i suoi occhi e ha così deciso di dire la sua in merito con un messaggio lasciato proprio su quel punto. Come ritratto dalla foto sopra, un foglio legato ad un palo della cartellonistica stradale così recita: “Paghi la spazzatura? La butti in giro? Sei due volte c……e”, seguite da alcune frecce ad indicare il riferimento. Come si può notare dalla foto a lato, le lamentele dell’anonimo disino non sono infondate: il cumulo di rifiuti, infatti, si componesoprattutto di scarti da attività lavorative e secchi, casse e altri oggetti in plastica, legno e metallo; materiali che, per la maggior parte, possono essere smaltiti attraverso la normale raccolta porta a porta.

Giustificata quindi la rabbia dell’autore del messaggio, che ha messo in evidenza sia un fenomeno che un paradosso, entrambi molto diffusi in Italia, soprattutto nel meridione, e che il Salento conosce molto bene. Il caso di Diso ricorda molto da vicino due simili episodi, forse più coloriti, registrati a Ortelle negli scorsi mesi, e anche in quelle occasioni al centro delle accuse c’era l’abbandono indiscriminato dei rifiuti (gli articoli in questione risalgono agli scorsi 25 febbraio e 29 aprile).

Alessandro Chizzini

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