Comune di Melendugno nega varianti urbanistiche e chiede riapertura procedura di VIA. Regione Puglia nega intesa su approdo a San Foca.
Oggi a Roma, presso la sede della Presidenza del Consiglio si è tenuto il terzo incontro ufficiale (dopo i due rinvii delle scorse settimane) tra le parti interessate in vista del rilascio dell’autorizzazione unica al progetto di gasdotto TAP.
Il Comune di Melendugno, sul cui territorio è previsto l’approdo del gasdotto, ha chiesto la riapertura della valutazione di impatto ambientale (VIA), sulla base delle prescrizioni imposte dal Comando provinciale di Lecce dei Vigili del fuoco nel nulla-osta di fattibilità (NOF) rilasciato lo scorso 18 marzo.
L’atto dei Vigili del fuoco di Lecce conferma in sostanza le prescrizioni suggerite dal Comitato Tecnico Regionale di Prevenzione Incendi lo scorso 4 marzo. Sono 6 in totale le prescrizioni, una delle quali impone che le distanze di sicurezza del percorso a terra vanno aumentate del 50% in quanto il gasdotto non sarebbe di categoria D (la meno pericolosa), così come dichiarato da TAP nella documentazione tecnica. Al contrario i Vigili del fuoco ritengono che la mancanza di sfiati e lo spessore delle tubazioni non lo fanno rientrare in questa categoria.
Di qui l’asserita necessità di aumentare le distanze di sicurezza, salvo la possibilità di superare la non conformità ricorrendo all’istituto della deroga previsto dall’articolo 17 del DPR 151 del 2001. TAP aveva presentato delle osservazioni, sostenendo che il “tipo di acciaio scelto per la condotta e sul suo carico unitario di snervamento, e quelle sullo spessore delle pareti d’acciaio del tubo (mm 27,2 per un grado di utilizzo minore di 0,57) dalle quali consegue che la condotta non rientra tra quelle per le quali è necessario maggiorare del 50% le distanze tra la condotta stessa e i fabbricati”. Ma per per i VGF di Lecce hanno prevalso le argomentazioni dei “colleghi” di Bari.
Alla luce delle prescrizioni richieste, il Comune di Melendugno ha chiesto, dunque, la riapertura della valutazione di impatto ambientale. Ma a mettere ancora più in difficoltà la multinazionale del gas è il diniego da parte dello stesso Comune delle varianti urbanistiche necessarie per realizzare il percorso a terra del gasdotto.
Infatti su 5 particelle interessate dal percorso “on-shore” ci sarebbe il vincolo di inedificabilità in base alla legge “Galasso”, la quale prevede che non si possa edificare sui terreni percorsi da incendi per un periodo di dieci anni.
La Regione Puglia ha negato l’intesa su San Foca ed ha nuovamente rivendicato la competenza esclusiva in ordine all’applicabilità della normativa Seveso sul rischio incidenti rilevanti.
Il Governatore Nichi Vendola ha dichiarato: “Registriamo da parte del tavolo tecnico convocato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri una indisponibilità sostanziale a valutare localizzazioni alternative, nonostante la disponibilità manifestata da alcuni territori che ponevano come unica condizione la conoscenza del progetto, delle compensazioni e la verifica del consenso da parte delle comunità locali”.
Inoltre, per Vendola “la sequenza di riunioni del tavolo tecnico appare soltanto come il tentativo di prendere tempo e perdere tempo su una decisione che evidentemente era stata già assunta”.
“La Regione Puglia, da parte sua - ha poi aggiunto - non ha mai inteso negare al Governo centrale le sue prerogative in materia di scelte energetiche strategiche e non ha mai innalzato i vessilli di una contrapposizione ideologica. Ha posto solo e soltanto due condizioni imprescindibili: la validazione scientifica e ambientale da un lato e la validazione democratica dall’altro”. “Sulla prima condizione basta riferirsi all’argomentato parere negativo del Ministero dei Beni Culturali oltre che al parere negativo della VIA regionale. Sulla questione invece del consenso si registra, con tristezza, una pesante campagna lobbistica che si rivela la negazione di un processo di legittimazione democratica.
Infine annuncia battaglia nel caso in cui dovesse essere formalizzata la decisione dell’approdo TAP a Melendugno: “la Regione Puglia reagirà con tutti gli strumenti a sua disposizione”. Considerate le ormai imminenti elezioni regionali, questa eventuale decisione potrebbe giungere sotto la prossima legislatura, quando la Regione sarà guidata dal prossimo governatore. Verrà mantenuta la stessa linea di opposizione?
Marcello Greco




