Nel big match contro la Juve Stabia il Lecce si impone per 3-2. Caturano torna al gol dopo due mesi; di Marconi e Tsonev le altre marcature. Prima della gara, ancora contestazioni per Padalino e la squadra.

Era necessario dare un segnale, dimostrare di essere ancora vivi e con la voglia di lottare. La Juve Stabia rappresentava uno degli avversari ideali in questo senso, e così, nel big match della 33^giornata del girone C di Lega Pro, il Lecce è tornato alla vittoria contro i bianconeri campani. I giallorossi hanno superato le “vespe” con il punteggio di 3-2, al termine di una partita molto vivace, giocato ad alti ritmi da entrambe le parti: l’opposto di quello che si era visto domenica a Cosenza.

I tre impegni ravvicinati in settimana (domenica si giocherà il derby col Taranto) hanno portato Padalino ad optare per il turnover, tenendo fuori dall’undici iniziale, rispetto alla trasferta calabrese, Caturano, Torromino, CiancioMaimone e Lepore. Spazio quindi a Marconi, Doumbia, Drudi, Tsnonev e Pacilli.

Dopo la consegna della maglia celebrativa numero 80 a Mimmo Renna, plurivittorioso allenatore, nonché ex giocatore, del Lecce, la gara ha avuto inizio.

E’ la formazione giallorossa la più intraprendente. Il primo a impensierire la difesa ospite è Costa Ferreira con un calcio di punizione al 9° minuto respinto dal portiere stabiese Russo. Al 18° minuto ci prova Doumbia, ben servito da Tsonev, ma la sua conclusione viene deviata dalla difesa in calcio d’angolo. Il franco-maliano ci prova poi con una conclusione dalla distanza fermata da Russo e un diagonale che termina a lato. Il meritato vantaggio del Lecce arriva al 30° minuto: da una conclusione dal limite dell’area di Costa Ferreira, il pallone rimpalla sui piedi di Marconi, che realizza così il primo gol della gara. E’ ancora il centrocampista portoghese a provarci dalla distanza, ancora una volta senza fortuna.

Il gol del vantaggio accende la gara, ma ad essere premiati sono i campani, che giungono al pareggio al 39° con Paponi (preferito al capocannoniere Ripa), bravo ad anticipare di testa Giosa sul cross di Kanoute. La parità, però, dura solo un minuto, perché Tsonev è lesto mettere in rete dopo una non perfetta respinta di Russo di un cross di Doumbia. Al 40° del primo tempo il Lecce è in vantaggio per 2-1, punteggio con quale si conclude la prima frazione di gioco.

I secondi quarantacinque minuti non cambiano più di tanto il copione della gara, anche se i primi istanti vedono la difesa giallorossa un po’ in affanno: prima Perucchini devia sopra la traversa una punizione di Giron e poi lo stesso portiere giallorosso blocca un pericoloso colpo di testa di Kanoute. Il Lecce riprende campo e al 70° il neo entrato Lepore scheggia il palo con un bel tiro dalla distanza. Al minuto 80, poi, i giallorossi aumentano le distanze: Caturano, entrato solo quattro minuti prima al posto di Pacilli, chiude una bell’azione di squadra sfruttando al meglio un assist al bacio in area di Lepore. Dopo circa due mesi il capocannoniere del girone C torna al gol; il bomber di Scampia mancava nei tabellini dal 2-1 rifilato l’11 febbraio al Siracusa, realizzando un calcio di rigore.

La gara, però, è tutt’altro che chiusa, tanto è vero che al minuto 86 Paponi centra il palo con un colpo di testa e sul tap-in susseguente trova l’opposizione della difesa giallorossa. La Juve Stabia si butta in avanti fino a trovare il gol, che arriva però al 93°, troppo tardi per riaprire la partita. E’ Cutolo l’autore del gol che chiude di fatto la gara.

Il Lecce ritrova i tre punti contro una squadra che, nonostante la crisi di risultati degli ultimi mesi, può definirsi una delle migliori del girone C; i giallorossi hanno inoltre mostrato un atteggiamento decisamente migliore di quello di Cosenza e Foggia. E la capolista continua a non sbagliare un colpo: nel pomeriggio i satanelli hanno espugnato Catanzaro per 2-1, restando a +6 sui giallorossi quando alla fine della stagione regolare mancano solo cinque giornate; per vincere il torneo, il Lecce deve però recuperare ben sette punti, essendo in svantaggio negli scontri diretti. Di certo, i giallorossi sono ad un passo dal matematico secondo posto, che promuoverebbe la squadra direttamente alla seconda fase dei play-off.

Il Lecce, quindi, ha ancora molto a cui puntare, ma sembra che questo non importi a parte del tifo giallorosso. Erano solo poco più di 10mila gli spettatori del “Via del Mare“, tra abbonati e paganti, e, soprattutto, l’ingresso in campo della squadra è stato accolto da cori tutt’altro che incoraggianti, che hanno investito sia giocatori che allenatore, al quale è stato nuovamente rivolto l’invito a dimettersi. A questo punto occorre fare una considerazione: la contestazione è partita dopo il 3-0 di Foggia e qualcuno può obiettare che possa rappresentare un atteggiamento per spronare la squadra alla reazione; può darsi sia così, anche se il tenore e i contenuti di alcuni post sui social network non lo lasciano intravedere.

Quanto, però, dovrà durare questa contestazione? Anche nel corso degli eventuali play-off che vedranno il Lecce ancora in corsa per la promozione in Serie B? Non è forse questo l’obiettivo comune di squadra, società e tifosi? Non è controproducente continuare a contestare, almeno così pesantemente, nonostante i giochi per il salto di categoria siano ancora aperti? Molto probabilmente è giunto il momento di abbassare i toni, stringersi intorno alla squadra e continuare a offrire supporto durante i sempre più probabili play-off; dopo di che, si potranno tirare le somme della stagione.

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Chi è l'Autore

Alessandro Chizzini

Nato a Milano il 27 settembre 1981, è laureato in Scienze della comunicazione e Scritture giornalistiche e multimedialità. Dal 2008 scrive per la testata Belpaese. E' iscritto all'Albo dei Pubblicisti per l'Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 26 marzo 2012. Si occupa principalmente di politica locale, attualità, sport.

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