Dalla Germania campione del mondo al fallimento dell’Italia, top e flop del mondiale in Brasile.

mondiali brasile 2014
Il mondiale in Brasile si è ormai concluso, con i tedeschi che possono meritatamente festeggiare il ritorno sui gradino più alto del podio a 24 anni di distanza dal successo di Italia ’90.

Ora per le nazionali che hanno partecipato alla rassegna sportiva intercontinentale è tempo di tirare le somme. Noi di Tagpress abbiamo voluto indicare le nazionali che per noi hanno superato l’esame mondiale” e quelle che invece non si sono dimostrate all’altezza delle aspettative.

Promossi:

germania campione del mondoTra i promossi senza dubbio la Germania campione del mondo, forte in difesa, brava a giocar palla e capace di strapazzare i padroni di casa del Brasile pe 7-1 in semifinale. Qualche errore di troppo  in alcune partite, ma con un portiere come Neuer il problema non si pone. Ottimo il mondiale di Muller, come del resto quello disputato da Shuerrle e dall’implacabile Klose.

lionel messiPromossa anche l’altra finalista del mondiale, l’Argentina, che giunge in finale con una rosa di qualità inferiore a quella di molte altre nazionali, specialmente in difesa, ma capace di non arrendersi mai, prima della sconfitta con la Germania. Messi in chiaro-scuro, bene Di Maria e Romero e strepitoso Mascherano.

robbenAnche l’Olanda passa a pieni voti l’esame: Van Gaal si presenta ai ranghi di partenza con una rosa rivoluzionata: tanti giovani ansiosi di far bene, guidati dai soliti Robben, Van Persie, Snejider. Arrivare in semifinale ed uscire ai rigori con una squadra così sembrava un’impresa, per cui il terzo gradino del podio per gli olandesi non può che essere una grande soddisfazione, sebbene in un mondiale si punti sempre a vincere. Bene Robben, ma la versa sorpresa degli orange è Roon Vlaar, difensore dell’Aston Villa ora appetito dai club di mezza Europa, ed il roccioso De Vrij.

Altra nazionale promossa è la Costarica, vera rivelazione del torneo ed eliminata ai quarti dall’Olanda solo ai rigori, dopo aver fatto fuori dal mondiale Italia e Inghilterra. Promosse anche Cile e Colombia, eliminate rispettivamente agli ottavi ed ai quarti di finale dal Brasile, con i verdeoro che hanno dovuto sudare non poco per portare a casa i due risultati, in particolare con la Roja; il Cile ha fatto fuori i campioni in carica della Spagna e la Colombia ha avuto in James Rodriguez l’inaspettato capocannoniere del torneo.

Promossi con riserva:

Passano l’esame mondiale, ma qualche dubbio sul merito c’è: sono Francia e Belgio, dominatrici nei loro gironi (il Belgio a punteggio pieno), meno efficienti quando chiamate ad affrontare una “big”; entrambe raggiungono i quarti dopo aver battuto rispettivamente Nigeria e U.S.A., ma Germania e Argentina (che saranno poi le due finaliste) fermano il loro mondiale. Una gara andata storta, o le squadre affrontate fino ad allora non erano poi così forti? Il dubbio resta. Erano attesi i passi in avanti di una nazionale in fase di ricostruzione come i francesi e, soprattutto, il talento del Belgio, che molti vedevano come vera rivelazione del mondiale, potenzialmente anche tra le prime quattro.

Giudizio tutto sommato positivo anche per Svizzera, Grecia, Algeria, Nigeria Stati Uniti: non fanno molti punti, ma arrivare agli ottavi di finale non è certo roba da poco. I cosiddetti “pesci piccoli” regalano comunque sorprese e stupiscono  per la loro capacità di mettere i bastoni tra le ruote anche alle grandi nazionali. Anche il Messico si aggiudica il giudizio positivo grazie alle ottime prestazioni fornite nel girone, mentre l’uscita agli ottavi contro l’Olanda ne pregiudica il giudizio, senza dubbio positivo, ma con qualche punto interrogativo su meriti e demeriti della squadra.

Bocciati:

Bocciata a priori la Spagna: i campioni del mondo in carica si fanno sbeffeggiare da Olanda e Cile e salutano anzitempo il mondiale con una vittoria ormai inutile. Squadra completamente da rifare, da Casillas a Xavi: ora tocca ai giovani.

Altra bocciata di lusso è senza dubbio l’Italia; la nostra nazionale, osannata dopo la vittoria all’esordio con l’Inghilterra, perde con Costarica ed Uruguay ed esce dal mondiale al primo turno per la seconda volta consecutiva. In molti additano le responsabilità della disfatta a Prandelli e Balotelli, ma siamo sicuri che sia solo colpa loro?

Nemmeno il Brasile padrone di casa passa l’esame; raggiungere la semifinale non basta: mancano gioco, uomini e concretezza. Affidarsi alla buona sorte e alla classe di pochi singoli come Neymar, Oscar e Thiago Silva non va bene, ed il risultato finale si è visto. Sono passati i tempi dei vari Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo, ma Scolari, prima del mondiale. non sembrava essersene accorto. Il 7-1 subito in semifinale dalla Germania è il punto più basso della sua storia.

Male anche Inghilterra ed Uruguay: pessimi i britannici, un solo punto in 4 partite, mentre gli uruguaiani passano a fatica il girone ed escono meritatamente agli ottavi contro l’ottima Colombia.

Bocciati il Giappone di Alberto Zaccheroni e la Russia di Fabio Capello, entrambe eliminate ai gironi e senza vittorie. Come loro non passano l’esame nemmeno il Portogallo di Cristiano Ronaldo e il Ghana, che si fanno soffiare il passaggio agli ottavi dagli Stati Uniti.

Bocciate, seppur di caratura nettamente inferiore alle rivali, anche Croazia, Camerun, Australia, Ecuador, Honduras, Bosnia, Iran e Corea del Sud, tutte eliminate ai gironi.

Il mondiale del 2014 si chiude qui. Probabilmente tra quattro anni molte cose cambieranno, tra assenti illustri e nuovi campioni, ma fino ad allora a godere del successo sarà la Germania. L’Italia, ancora senza guida tecnica, sa che deve ripartire da zero per colmare il gap con i campioni del mondo, ma finché il settore giovanile azzurro non verrà sfruttato e valorizzato come si deve sarà difficile ripetere l’impresa del 2006.

Ruggero Riso

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