Al suo primo anno sulla panchina della formazione inglese, Antonio Conte conquista la Premier League inglese. E’ il primo trofeo conquistato dal tecnico salentino fuori dai confini italiani

Non gode della stima di gran parte degli appassionati salentini, ma, ad oggi, è colui che più di altri sta dando lustro al nostro territorio in ambito sportivo. Antonio Conte è uno dei personaggi del momento in Inghilterra, dopo aver portato il Chelsea a conquistare la Premier League (la sesta della sua storia) al suo primo anno sulla panchina dei “blues”, così come due illustri colleghi come Josè Mourinho e Carlo Ancelotti. Decisiva è stata la vittoria per 1-0 in casa del West Bromwich, che ha consegnato il titolo alla formazione londinese con due giornate di anticipo. Impossibile per il Tottenham recuperare i 10 punti di distacco, nonostante abbia una gara in meno. E’ il suo primo trofeo lontano dall’Italia.

Dopo la deludente 10° posizione dello scorso campionato, il patron Roman Abramovich ha voluto fortemente l’allenatore salentino per riportare in alto il suo Chelsea. Di certo, Antonio Conte non è rimasto indifferente all’imponente ingaggio offerto dal ricchissimo imprenditore russo, ma è anche vero che all’ex centrocampista leccese sono sempre piaciute le sfide. E l’impresa inglese assomiglia molto a quella compiuta sulla panchina della Juventus, quando nel 2011 prese in mano una formazione che veniva da due settimi posti consecutivi per poi portarla a conquistare tre scudetti consecutivi; e il suo lavoro ha sicuramente rappresentato la base per i successivi e attuali trionfi del club bianconero.

E come nell’esperienza torinese, Antonio Conte è riuscito a rivitalizzare tanti giocatori che avevano deluso nella scorsa stagione. Paradossalmente, però, l’arma vincente è stata rappresentata dall’unica delusione di quest’anno, Michy Batshuayi. Strappato all’Olympique Marsiglia per ben 40milioni di euro, il 23enne attaccante belga aveva fino a quel momento totalizzato solo 34 minuti di gioco, realizzando un solo gol; al 75° minuto, Conte lo ha buttato nella mischia per sostituire il suo connazionale Hazard, lui sì, la stella della formazione. Dopo solo sei minuti di gioco, Batshuayi riceve in area l’assist di Azpilicueta e regala al Chelsea vittoria e campionato. Un’intuizione, ma anche un rischio, decidere di puntare sul giovane belga, ma ancora una volta l’allenatore salentino è stato premiato.

Con questo successo Antonio Conte arricchisce il suo già prestigioso palmarès da allenatore: la vittoria del campionato del Chelsea si aggiunge ai tre campionati ottenuti con la Juventus (2011-2012, 2012-2013, 2013-2014), le due Supercoppa Italiana sempre con i bianconeri (2012, 2013) e il successo del campionato di Serie B alla guida del Bari (2008-2009); nel 2010-2011, inoltre, ha portato il Siena direttamente in Serie A con il secondo posto della classifica del campionato cadetto.

Potrebbe però non finire qui. Il prossimo 27 maggio il Chelsea sfiderà l’Arsenal nella finale della FA Cup, nel più sentito derby londinese che si disputerà, come da tradizione, nel prestigioso stadio di Wembley, nell’omonimo quartiere della capitale inglese. Conte ha la concreta possibilità di realizzare il cosiddetto “double” e la FA Cup rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di una stagione già di per sé straordinaria.

L’allenatore salentino, inoltre, sta ricevendo pressioni per ritornare in Italia. Come è ormai noto, il gruppo cinese Suning, nuovo proprietario dell’Inter, sta cercando, a suon di milioni di euro, di convincere Conte a prendere le redini della formazione milanese. Il pessimo campionato dei nerazzurri e la voglia di rivalsa della società creano un quadro simile a quello di Juventus e Chelsea e scegliere di ritornare in Italia rappresenterebbe l’ennesima sfida del tecnico leccese. Un altro particolare da non sottovalutare è legato alla sua famiglia, rimasta in Italia e alla quale è andato il primo pensiero dopo il successo.

Le ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa lasciano poche speranze alla società interista, ma, frasi di circostanza a parte, sembra che Conte sia valutando con Abramovich la possibilità di rivedere gli accordi contrattuali. L’imprenditore russo ha sicuramente le risorse economiche per accontentarlo e, d’altro canto, sarebbe difficile rinunciare a partecipare alla prossima Champion’s League e competere a livello europeo, dove Antonio Conte non è ancora riuscito a mettersi in mostra.

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Chi è l'Autore

Alessandro Chizzini

Nato a Milano il 27 settembre 1981, è laureato in Scienze della comunicazione e Scritture giornalistiche e multimedialità. Dal 2008 scrive per la testata Belpaese. E' iscritto all'Albo dei Pubblicisti per l'Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 26 marzo 2012. Si occupa principalmente di politica locale, attualità, sport.

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